«SKULL & BONES - Cypress Hill» la recensione di Rockol

Cypress Hill - SKULL & BONES - la recensione

Recensione del 12 giu 2000

La recensione

“Skull and bones” esce a due anni da “IV”, disco tra i più contestati e forse meno riusciti dell’intera discografia dei Cypress Hill. Si tratta di un album doppio venduto a prezzo speciale e diviso appropriatamente in due CD che, siamo convinti, dovrebbero accontentare almeno una parte del pubblico che la band si è conquistata in oltre un decennio di attività. L’idea vincente è stata quella di non mischiare in uno stesso disco il lato hip hop e rap con quello più esplicitamente rock. Ecco allora i due singoli CD: il primo, quello rap, intitolato “Skull” e il secondo, quello rock, intitolato “Bones”. Sembra quasi che i Cypress vogliano mediare tra la loro attitudine rap (con qualche ispirazione ai Wu-Tan-Clan) e quella più violenta e rocchettara (non lontana da certe atmosfere in stile Korn). Insomma, una furbata che, però, potrebbe disorientare qualcuno da una parte o dall’altra del pubblico. Sicuramente DJ Muggs e soci avranno ponderato bene questa scelta, sfruttando tutte le capacità camaleontiche a loro disposizione. Ascoltando i due CD si percepiscono due mondi lontani, anche se entrambi legati dal tipico timbro vocale di B-Real, sempre spaventosamente nasale, e da testi particolarmente “espliciti” come in “What u want from me”, “Certifie bomb” e “Stank a** h**”, dove i Cypress Hill raggiungono il culmine del loro linguaggio da strada. Se in “Skull” la band non offre comunque grandi novità, il secondo CD “Bones” offre con grande impatto tutta la rabbia rock del gruppo. E mai in passato il rock aveva avuto un ruolo così predominante nel loro sound. Di sicuro ha contribuito l’esperienza di Sen Dog nel gruppo metal SX-10, ma anche non troppo celati riferimenti ai Rage Against The Machine (non a caso appare il batterista Brad Wilk) o a certi gruppi di trash metal (davvero kitsch i soliti e macabri teschi presenti anche in questa copertina). Probabilmente destinati a fasce di fan davvero diversi, “Skull & bones” sono due lavori che vivono di vita propria. Difficile preferire un disco o l’altro tra i due: scelta ardua anche per le nostre orecchie allenate da tanti generi diversi. Che sia l’ennesima provocazione?
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