«THE DEADLIGHTS - Deadlights» la recensione di Rockol

Deadlights - THE DEADLIGHTS - la recensione

Recensione del 19 giu 2000

La recensione

Chi ha familiarità con i romanzi di Stephen King non potrà certo dimenticare il mitico “It”, racconto che parlava di un sinistro mostro nascosto sotto le sembianze di un buffo pagliaccio, il cui unico divertimento era divorare le persone di una tranquilla cittadina. Il vero aspetto di “It” - come si può immaginare - era veramente orrido, ma la cosa che forse lo caratterizzava maggiormente era l’ipnotica luce alimentata dalle anime delle sue povere vittime. I Deadlights traggono il proprio nome direttamente dalle pagine di questo romanzo, ma la luce che li ispira non è certo come quella del sinistro “It” ma piuttosto è la stessa che s’intravede nelle cosiddette esperienze post-mortem. Cresciuti artisticamente con il supporto dei gruppi appartenenti alla stessa area (Static-X, Coal Chamber e System Of A Down), i Deadlights cercano qui di differenziare il sound palesemente nu-metal generando una notevole dose di potenza nelle chitarre e creando in alcuni episodi strane atmosfere conciliate da affascinanti vocalismi effettati. Se le prime tre esplosive tracce che corrispondono al nome di “Bitter”, “Amplifier” e “Nothing” rammentano Korn e Deftones, focalizzando le liriche del singer Duke su problemi avuti durante l’infanzia (Jonathan Davis ha fatto scuola!), la successiva “Sweet oblivion” suggerisce un repentino cambio di direzione. La voce si fa più tranquilla e melodica, toccando momenti d’impressionante somiglianza con l’espressività del più conosciuto Billy Corgan e la musicalità dei Warrior Soul. “Junk” e “Sado” rendono nuovamente l’aria irrespirabile ed intrisa di rabbia e solo “Foolish pride” dona quell’attimo di riflessione per riprendere il fiato e recuperare l’energia perduta. La guerra ricomincia con “Whores” e prosegue fino a “Time”. L’ultima traccia è infine un tuffo in atmosfere più hippy e psichedeliche, arricchite dall’uso del sitar e dei bonghi. Niente male come inizio.
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