Giorgio Canali & Rossofuoco: esce "Venti"

"Venti" come gli inediti presenti nel nuovo album del 62enne musicista romagnolo.
Giorgio Canali & Rossofuoco: esce "Venti"

Il nuovo disco di Giorgio Canali e i Rossofuoco si intitola "Venti" ed è atteso sul mercato per il 4 dicembre, in doppio vinile e in CD. A distanza di poco di più di due anni dal precedente, "Undici canzoni di merda con la pioggia dentro" (leggi qui la recensione). Il disco si compone di venti brani inediti.

Queste sono le parole scelte dal 62enne musicista romagnolo per descrivere il nuovo album: "“Venti” è nato durante il Grande Panico Globale del 2020, all’inizio di marzo.

Isolati e confinati nei nostri rispettivi ambienti domestici, rifiutandoci di partecipare alle farse consolatorie dei miniconcerti in streaming e alle balconate pomeridiane, abbiamo iniziato a registrare, ognuno con i propri mezzi, spunti e idee e abbiamo cominciato a scambiarceli. È un album figlio dei nostri tempi disgraziati e delle connessioni internet ad alta velocità. È la prima volta che un album di Rossofuoco non nasce (per la maggior parte) da improvvisazioni registrate e poi strutturate in forma canzone, è la prima volta che non ci si guarda negli occhi suonando insieme nella stessa stanza. È il tanto conclamato “smart working” che pian piano, nel giro di un paio di mesi, ha generato questa doppia raccolta di inediti. La creazione si è intrecciata in maniera strana, siamo partiti da spunti individuali che sono diventati canzoni ed ognuno di noi ha contribuito a far scoccare la scintilla, nessuno escluso, per qualche pezzo siamo anche partiti da spunti di batteria o di basso, da intrecci di chitarre, qualche volta da canzoni già complete di testo abbozzate da me. All’inizio del gioco avevo chiare solo due linee guida che riguardavano i testi: la prima che l’album sarebbe stato un omaggio alla canzone d’autore degli anni sessanta/settanta e che in ogni pezzo ci sarebbe stata, evidente o nascosta a mo’ di easter-egg, almeno una citazione, paracitazione o parafrasi rubata a qualcuno dei cantautori che negli anni mi hanno insegnato a scrivere. La seconda era che non avrei assolutamente parlato della distopia materializzatasi in questo presente, quasi a voler sostenere che tutto quello che stava e sta succedendo non esisteva e non esiste. Per ciò che riguarda il primo criterio non ho assolutamente avuto problemi a nascondere qualcosa di prezioso e non mio in ogni canzone (a proposito, buona caccia!), un po’ più difficile invece, anzi impossibile, è stato evitare di raccontarmi ignorando l’attualità. Eh no, non ce l’ho fatta, è stato più forte di me. Così, fra chitarre registrate da Stewie che era bloccato a Miami, batterie sarde riprese da Luca in studio e anche nell’orto, bassi bolognesi e parole e chitarre nate a Bassano del Grappa dove ho passato tutto il periodo di segregazione, è venuto fuori un album doppio. Andrea ha messo qualche violino dalla sua stanza romana e io ho impacchettato frettolosamente il tutto per spedirlo a Francesco che ha mixato in bella copia tutto il lavoro dalla Toscana. Per la copertina mi piaceva l’idea che ci fosse una continuità con l’album precedente e Martina ha tirato fuori per l’occasione un altro dei suoi quadri virtuali. Continuità: il titolo “Venti” d’altronde ha come sottinteso “canzoni di merda” è ovvio. Buon ascolto".

Tracklist:

01 Eravamo noi

02 Morire perché

03 Nell’aria

04 Inutile e irrilevante

05 Wounded Knee

06 Tre grammi e qualcosa per litro

07 Acomepidì

08 Raptus

09 Circondati

10 Meteo in cinque quarti

11 Vodka per lo spirito santo

12 Dodici

13 Canzone sdrucciola

14 Viene avanti fischiando

15 Come quando non piove più

16 Requiem per i gatti neri

17 CDM (te la devo)

18 Cartoline nere

19 Proiettili d’argento

20 Rotolacampo

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