Non c'è una nuova canzone dei Tiromancino che non suoni subito come un grande classico

Sono passati vent'anni da "La descrizione di un attimo", eppure ogni nuova uscita del gruppo riesce ancora oggi a non passare indifferente.
Non c'è una nuova canzone dei Tiromancino che non suoni subito come un grande classico

Non c'è una nuova canzone dei Tiromancino che non suoni subito come un grande classico. Sono passati ormai vent'anni da "La descrizione di un attimo", il disco che lanciò la carriera della band romana e che ancora oggi resta per atmosfere, suoni e ispirazione un capitolo irripetibile della sua discografia, frutto del magico sodalizio che unì la scrittura cinematografica di Federico Zampaglione, le intuizioni musicali di suo fratello Francesco e la visione di Riccardo Sinigallia; e di cose ne sono successe, dentro e fuori il gruppo: dal clamoroso abbandono di questi ultimi due (e della bassista Laura Arzilli), non senza polemica, al riavvicinamento tra i fratelli Zampaglione, che nel 2014 portò - dopo quattro anni di silenzio discografico - alla nascita di un nuovo disco, "

Indagine su un sentimento", per provare a tornare ai tempi d'oro, mentre fuori dal loro studio di registrazione la scena romana degli Anni '90, di cui i Tiromancino sono stati protagonisti al pari dei sempre citati Fabi-Silvestri-Gazzé (e Britti, allora?), si eclissava lasciando il posto a nuovi autori, Niccolò Contessa, Tommaso Paradiso e Calcutta su tutti. Eppure ogni nuova uscita del gruppo è sempre riuscita, in questi anni, a non passare indifferente, conservando la magia e le suggestioni di pezzi come "Due destini" o - guardando sempre agli anni d'oro della produzione dei Tiromancino - "I giorni migliori" e "Per me è importante": da "Amore impossibile" a "Tra di noi", passando per "L'alba di domani", "L'essenziale" e "Liberi", fino ad arrivare a "Finché ti va", appena uscita, prima anticipazione del nuovo album di inediti della band a quattro anni dall'ultimo (mentre nel 2018 uscì "Fino a qui", contenente nuove versioni delle hit incise insieme ad amici e colleghi, compresi gli stessi Calcutta e Paradiso).

La scrittura di Federico Zampaglione, che pure non è più il 30enne inquieto di "Strade" o "Il peggio non è tranquillo" ma un 52enne padre di famiglia realizzato tanto sul versante personale quanto su quello artistico (uno che ha scritto canzoni come "Due destini", "Per me è importante", "I giorni migliori", "Amore impossibile" e "Liberi" potrebbe tranquillamente farsi da parte e campare di rendita, invece continua a mettersi in gioco), è sempre la stessa, magari un po' meno ispirata, com'è naturale che sia dopo tanti anni. E infatti qui si la sua firma convive nei crediti con quella di altri autori e compositori (Luigi Sarto, Giuseppe D'Albenzio e Camilla Capolla). Ma è così solida e riconoscibile ("Mi hai trovato prigioniero di una vita sempre uguale / tienimi la mano, mentre la città scompare / parlami di te mentre camminiamo tra negozi e case / io e te, tanto il resto è tutto un cinema di scuse", canta nei primi versi, accompagnato da una melodia al piano, effetto "Per me è importante") che riesce a resistere pure alla produzione dallo stile forte di Jason Rooney, uno che solitamente collabora con star della scena rap come Marracash, Guè Pequeno, J-Ax e Clementino.

L'elettronica convive con un gusto più raffinato ed elegante, tra piano e archi, in una ballata dal sapore autunnale che le principali radio hanno già inserito nelle rispettive playlist. Per l'album bisognerà aspettare. Come anticipato dallo stesso Zampaglione a Rockol, segnerà una sorta di ripartenza per i Tiromancino dopo i festeggiamenti legati al trentennale dalla nascita della band e conterrà anche collaborazioni con giovani autori come Gazzelle e Franco126, tra gli esponenti del nuovo cantautorato pop romano di cui i Tiromancino sono stati senza dubbio precursori. 

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