Federico Zampaglione (Tiromancino) tra nuovo album e film: 'Ho scritto anche con Gazzelle e Franco126'

Il cortometraggio girato in casa, i vent'anni de "La descrizione di un attimo", i concerti in streaming e la ripartenza: il cantautore si racconta.
Federico Zampaglione (Tiromancino) tra nuovo album e film: 'Ho scritto anche con Gazzelle e Franco126'

La quarantena creativa di Federico Zampaglione.

Da un lato riletture piano, chitarra e voce di classici dei Dire Straits, Johnny Cash, Nick Drake e James Taylor: "Così, giusto per passare un po' il tempo in casa", mette le mani in avanti il frontman dei Tiromancino, mentre dall'altra parte del telefono strimpella qualche classico di Mark Knopfler e soci. Dall'altro una riscoperta dell'attività da regista, che in passato lo ha visto dietro la cinepresa per tre film, due dei quali - "Shadow" del 2009 e "Tulpa" del 2012 - considerati dei piccoli cult dell'horror italiano contemporaneo, apprezzati anche all'estero: "Mi sono divertito a realizzare un cortometraggio amatoriale, fatto con il tablet, con protagonista la mia compagna (l'attrice Giglia Marra) e mia figlia (Linda, nata dieci anni fa dall'unione con l'attrice Claudia Gerini). Con le atmosfere dell'horror, ma anche un po' di ironia, per raccontare di cosa sono capaci di fare i ragazzini con gli smartphone", dice. Lo abbiamo raggiunto - telefonicamente, chiaro - per farci raccontare i suoi prossimi progetti (e quelli della .band), dal film sul quale aveva iniziato a lavorare già prima del lockdown, al prossimo album dei Tiromancino - che quest'anno festeggiano il ventennale dell'album che nel 2000 li lanciò, "La descrizione di un attimo".

Sei stato uno dei primi artisti italiani a fare concerti in streaming, dopo lo stop forzato. Come è nata l'idea di prendere il cellulare, la chitarra e suonare in diretta sui social?
"Mi ha fatto un certo effetto leggere le prime notizie relative alle cancellazioni dei vari concerti. Così mi sono chiesto: 'C'è un modo per continuare a suonare per la gente?'. E ho pensato alla rete".

Come te, poi, moltissimi altri artisti hanno realizzato concerti "casalinghi" da diffondere via social. Ora stanno prendendo piede anche i concerti in streaming a pagamento. Una reale alternativa o un palliativo?
"Per come la penso io, iniziative del genere - per quanto amatoriali - in queste settimane hanno aiutato le persone costrette in casa ad annoiarsi di meno. Chiedere alle persone di pagare per un live virtuale può essere giusto, ma l'artista dovrebbe poi garantire una qualità pressoché perfetta. Bisognerebbe ragionare sul come ed equipaggiarsi di conseguenza".

Intanto alcuni promoter si sono detti intenzionati a riportare la musica sui palchi già quest'estate, rispettando le norme contenute nel decreto del governo (1.000 persone per spettacoli all'aperto, 200 per spettacoli al chiuso - purché sia garantito il rispetto della distanza di sicurezza di almeno un metro tra le persone). Comincia la fase 2 anche per quanto riguarda gli spettacoli dal vivo?
"È positivo che tra i piccoli promoter ci sia l'intenzione di ripartire, facendo andare avanti gli eventi che possono essere fatti in sicurezza.

Sarebbe un bel segnale, il primo passo di un graduale ritorno alla normalità. Pensiamo a quanti lavoratori tra fonici, tecnici e personale di sicurezza, solo per citare alcune figure, rischiano di finire sul lastrico".

Il 2020 rischia di essere un anno nero per la musica. La discografia ha lanciato un grido d'allarme perché nel testo definitivo del Decreto Rilancio non ci sono accenni di aiuti al settore. Da musicista sei preoccupato?
"Sì. Il nostro è un settore che non può essere ignorato. Abbiamo il diritto di essere tutelati, non facciamo un lavoro di serie d".

Quest'anno cade il ventennale de "La descrizione di un attimo", il disco che nel 2000 lanciò i Tiromancino: con la band avevi in programma un tour celebrativo, una reunion con Riccardo Sinigallia (che produsse l'album), tuo fratello Francesco e Laura Arzilli?
"Sarebbe stato bello, ma non era nei piani. Ho già celebrato la storia del gruppo con l'album di duetti 'Fino a qui', uscito nel 2018 per i trent'anni di carriera, reincidendo i nostri successi con amici e colleghi come Jovanotti, Giuliano Sangiorgi, Tiziano Ferro, Elisa, Luca Carboni e protagonisti della nuova scena cantautorale come Calcutta e i Thegiornalisti, che per certi versi mi fanno pensare a cose fatte con i Tiromancino".


Francesco è tornato a pubblicare nuova musica. C'è stato un riavvicinamento tra voi due?
"Sì. Mi ha fatto ascoltare le canzoni che ha registrato, sono composizioni con atmosfere particolari. Francesco è una bella testa".

La quarantena ha rappresentato per te anche un modo per riscoprire la tua attività come regista, che avevi un po' abbandonato negli anni dopo "Shadow" e "Tulpa". Parlaci del cortometraggio che hai realizzato in queste settimane.
"Niente di impegnativo.

Un corto fatto con i pochi mezzi che avevo a disposizione, per reagire allo stop forzato in maniera creativa. Ho chiamato un amico sceneggiatore, Gianluigi Perrone: 'Inventiamoci qualcosa che si possa realizzare in casa'. Ci siamo divertiti. L'ho girato, montato e sonorizzato con il tablet. L'ho pubblicato su YouTube e da lì è arrivato anche su portali britannici e statunitensi anche piuttosto prestigiosi. Per gli appassionati del genere 'Shadow' e 'Tulpa' sono dei cult: non lo si ricorda spesso, ma con quei film riscossi parecchio successo all'estero. I commenti che mi sono arrivati in questi giorni mi hanno fatto ricordare di quando giravo l'Europa per presentarli nei vari festival dedicati al mondo dell'horror. In quegli anni, dal 2007 al 2013, finii quasi per abbandonare la musica, producendo pochi dischi. Inglobato dal mondo del cinema, avevo perso la voglia di scrivere canzoni".


E ora sei al lavoro su un altro film. Di cosa parla?
"È tratto dal romanzo che ho scritto nel 2017, 'Dove tutto è a metà', in parte ambientato in un locale immaginario, tempio della scena musicale alternativa romana. Ha per protagonisti un cantautore pop che un tempo riempiva gli stadi ma che dopo un paio di dischi sbagliati non riesce a venir fuori da un blocco creativo e il giovane cantante di una band emergente. La produzione era stata già avviata prima del lockdown e il cast era in via di definizione. È ancora presto per dire quando uscirà".

Intanto c'è un nuovo album dei Tiromancino nel cassetto. Come sarà?
"Una ripartenza. Ho scritto anche con autori di nuova generazione come Gazzelle, Franco126 e lavorato con produttori come Jason Rooney. Stiamo aspettando il momento giusto per farlo uscire, per presentarlo come si deve. È un progetto importante".

di Mattia Marzi

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