I Queen ancora contro Donald Trump per l'utilizzo delle loro canzoni

L'attuale presidente degli Stati Uniti d'America ha scelto una canzone della band un tempo guidato da Freddie Mercury per una sua recente campagna sui social.
I Queen ancora contro Donald Trump per l'utilizzo delle loro canzoni

“Una dura battaglia”: così, secondo quanto riportato dalla BBC, il management dei Queen ha definito la serie di tentativi di Brian May e soci di impedire a Donald Trump di usare le canzoni della band un tempo guidata da Freddie Mercury come colonna sonora per fare propaganda politica. Nei giorni scorsi, infatti, è stato pubblicato un video di una recente campagna dell’attuale presidente degli Stati Uniti, condiviso sulla piattaforma Triller - social media statunitense simile a TikTok - contenente uno dei brani più celebri della band britannica, “We will rock you”.

Un portavoce dei Queen ha recentemente fatto sapere alla BBC che il gruppo “continua a opporsi e a cercare di bloccare l'utilizzo delle sue canzoni” e che “la band stessa è stata piuttosto esplicita sull’argomento”. La BBC ha inoltre riferito che il video, giorni dopo la sua pubblicazione su Triller, è ancora disponibile e in due giorni ha totalizzato quasi un milione di visualizzazioni.

Non è la prima volta che la canzone dei Queen inclusa nel loro album “News of the world” del 1977 viene usata, contro il volere del gruppo, da Trump. Lo scorso ottobre il coinquilino della Casa Bianca aveva pubblicato su Twitter una clip con alcuni secondi di "We will rock you”. Dopo aver segnalato il video, successivamente “disabilitato in seguito a una segnalazione da parte del titolare del copyright”, Brian May e soci avevano avviato un procedimento per impedire a Donald Trump di utilizzare in futuro altri brani dei Queen. La formazione britannica aveva dichiarato guerra al magnate già nel 2016, dopo che questo aveva usato brani dei Queen per i suoi comizi. La società editoriale che si occupa del catalogo della band, Sony/ATV Music Publishing, aveva anche diffuso un comunicato in cui veniva spiegato che più volte era stata fatta richiesta a Trump di non utilizzare alcuna canzone della band britannica.

Recentemente diversi artisti hanno preso di mira Donald Trump per l’utilizzo non autorizzato delle loro canzoni: Neil Young, per esempio, ha deciso di citare in giudizio l'attuale presidente degli USA e i Rolling Stones hanno minacciato di fare causa al magnate. Al momento, però, non vi sono vie praticabili per vietare a qualcuno di utilizzare opere musicali riproducibili in pubblico. Per questo alcuni nomi della musica come, tra gli altri, Aerosmith, Pearl Jam, Lorde e Lionel Richie, si sono fatti promotori di una vera e propria class action e hanno scritto una lettera indirizzata ai principali partiti politici degli Stati Uniti per chiedere di istituire delle norme che regolino l'utilizzo delle canzoni in contesti politici.

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