C'è chi dice no al Coronavirus: band contro i promoter negli Usa e Uk per non cancellare i tour

Lo storico gruppo punk: "Cancellare il tour per un virus? Mica siamo come i Green Day". Pioggia di critiche da parte dei fan.
C'è chi dice no al Coronavirus: band contro i promoter negli Usa e Uk per non cancellare i tour

C'è chi dice no al Coronavirus. L'emergenza sanitaria del Covid-19 spaventa molti, ma non tutti. Nonostante il diffondersi del virus in tutto il mondo stia incidendo sulle vite di tutti, facendo registrare numeri a dir poco allarmanti per quanto riguarda morti e contagi, c'è ancora chi continua a minimizzare la portata del virus. Anche nel mondo della musica. Negli Usa e nel Regno Unito alcune band hanno deciso di ribellarsi alle decisioni dei loro promoter e di continuare comunque ad esibirsi sui palchi. Se i Magnum dopo aver annunciato di non avere alcuna intenzione di voler modificare i piani del loro tour europeo - come già riportato da Rockol - hanno deciso di fare un passo indietro, cancellando il post con il quale avevano confermato le date dei loro imminenti concerti, ricevendo critiche da parte dei fan, altre formazioni non sembrano voler affatto cambiare idea.

Jim Heat, leader dei Reverend Horton Heat, ha fatto sapere via social che i concerti finora cancellati non sono stati annullati dalla band, ma dal promoter, e ha mobilitato i fan a ribellarsi contro le decisioni degli amministratori locali che negli ultimi giorni hanno firmato provvedimenti - comprendenti anche la chiusura dei locali - per limitare la diffusione del virus:

"I Reverend Horton heat non stanno cancellando concerti per il Covid-19. Della cancellazione dei concerti è responsabile il nostro promoter. Incoraggio tutti coloro che vivono in posti in cui le autorità locali hanno deciso di limitare il rock and roll a ribellarsi. Scrivete e-mail e chiamate gli uffici degli amministratori locali per ricordargli che abbiamo il diritto a fare festa in gruppo. Non possono fermare il rock and roll".

Anche in questo caso, però, i fan hanno criticato duramente la decisione del gruppo, definendola stupida, sbagliata e irresponsabile. Critiche anche per Walter Buchan, frontman degli Exploited, band punk originaria di Edimburgo, che sui social ha invece scritto:

"Ho avuto cinque infarti, subito interventi di bypass al cuore e l'impianto di un pacemaker. Annullare i concerti per un virus? Non siamo mica come i Green Day".

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