Fasma, dopo Sanremo l'album: 'Al Festival momenti di nervosismo, ora ho più fame di prima'

Da "Per sentirmi vivo" a "Io sono Fasma": esce il nuovo disco del 23enne rapper romano. Che dice: "La musica è stata la mia rivincita". L'intervista.

Fasma, dopo Sanremo l'album: 'Al Festival momenti di nervosismo, ora ho più fame di prima'
Credits: Fabrizio Cestari

"Sanremo? Sono uscito da lì con più fame di prima", dice Fasma dall'altra parte del telefono, rispondendo alla domanda per rompere il ghiaccio, quella sulla sua partecipazione al Festival di Sanremo. In gara tra le "Nuove proposte" con "Per sentirmi vivo", una ballata pop-rap dalle venature rock, il 23enne rapper romano era uno dei favoriti alla vittoria, insieme agli Eugenio in via Di Gioia (eliminati dopo il primo passaggio sul palco dell'Ariston. Arrivato in semifinale nel torneo dei giovani, ha visto la sua corsa verso il trofeo essere interrotta a un passo dalla finale, perdendo contro Leo Gassmann, rivelatosi poi vincitore della categoria: "È stata una bellissima esperienza, che ho condiviso insieme ai miei amici: con loro mi sono sentito a casa, da solo me la sarei vissuta molto peggio. Momenti di nervosismo ci sono stati, soprattutto appena arrivato. Sceso dal van, mi sono ritrovato circondato da persone che mi chiedevano foto. Per me era una novità. Andando avanti con i giorni ho iniziato a capire come funzionavano certe dinamiche", racconta Tiberio Fazioli - questo il suo vero nome - che a venti giorni dalla partecipazione al Festival pubblica il suo nuovo album "Io sono Fasma".

Nei negozi da questo venerdì, 28 febbraio, il disco contiene quattordici tracce alle quali il rapper romano ha lavorato insieme al suo braccio destro GG (vero nome Luigi Zammarano), tra i membri della crew capitolina della quale Fasma fa parte, la Wfk: "Siamo una vera e propria famiglia. Tutti accomunati dal fatto di aver avuto un'adolescenza non così semplice: ci buttavamo giù, invece ora ci facciamo forza a vicenda", spiega il rapper. Già un anno e mezzo fa, quando lo intervistammo per l'uscita del suo primo disco, "Moriresti per vivere con me?", ci aveva raccontato di aver avuto in passato problemi di violenza e di aver trovato nella musica una valvola di sfogo: "La musica per me è stata una rivincita. Avevo paura di esprimermi, di comunicare. Era brutto. Mi sentivo perso. Pensavo che per me non ci fossero possibilità e assumevo comportamenti autodistruttivi. Ora ho un'idea del mondo molto diversa: non lo vedo più in bianco e nero, ma a colori. E spero di riuscire tante persone a trovare la loro personale rivincita, con queste canzoni", dice.

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Tra gli ospiti del disco ci sono altri tre componenti della crew, Lil Zeff (in "Lo faccio davvero"), Riviera (in "Non so chiedere aiuto") e Barak da Baby (in "100m sotto terra"). Tra chitarre ed elettronica, produzione lo-fi e testi introspettivi e rabbiosi, il mondo di riferimento sembra essere l'emo (t)rap, di tendenza negli Stati Uniti già da anni. Ma a Fasma questa etichetta non piace: "La mia musica non rispetta i canoni dell'emo trap. E se devo essere sincero, mi dà fastidio essere etichettato. In queste tracce ci sono tante diverse sfaccettature di me e di quello che faccio".

Ad aprile il rapper farà ascoltare dal vivo le canzoni di "Io sono Fasma" a Roma e Milano. Il 3 aprile si esibirà sul palco del Teatro Centrale, nella sua città. Il 5, invece sarà in scena ai Magazzini Generali di Milano.

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