Pink Floyd, i 40 anni di “The Wall”: una canzone al giorno. “Vera”.
Anche “Vera” apre con alcuni dialoghi televisivi in sottofondo: provengono dal film di guerra “I lunghi giorni delle aquile”, pellicola del regista Guy Hamilton del 1969. Le scene militari scavano nelle ferite aperte di Pink, riportandolo al pensiero del padre caduto in battaglia. Per sviscerare il tema dell’assenza Roger Waters ricorre al personaggio di Vera Lynn, simbolo generazionale inglese amatissimo in patria. La cantante (il cui vero nome era Vera Margaret Lewis) aveva assunto il ruolo di interprete delle speranze di ricongiungimento fra i soldati partiti per il fronte e i loro cari. Ne fu espressione dolce e nostalgica la canzone “We’ll Meet Again” (“Ci incontreremo ancora”), scritta da Ross Parker e Hughie Charles e portata al successo dalla Lynn nel 1939, anno delle prime ostilità del secondo conflitto mondiale. La frase portante del brano, da cui Waters trasse parte delle parole di Vera, recitava: “We’ll meet again / Don’t know where / Don’t know when / But I know we’ll meet again some sunny day” (“Ci incontreremo ancora / Non so dove / Non so quando / Ma so che ci incontreremo in una giornata di sole”).
Protagonista di un film intitolato proprio “We’ll Meet Again” e conduttrice per BBC Radio di “Sincerely Yours”, un programma all’epoca molto seguito, Vera Lynn è rimasta nelle grazie del pubblico inglese: nel 2009 una sua raccolta scalzò dal primo posto in classifica nientemeno che il bestseller “The Beatles 1”.
Domani scriveremo di “Bring the boys back home”.
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I testi sono tratti dal libro di The Lunatics “Pink Floyd. Il fiume infinito”, pubblicato da Giunti, per gentile concessione degli autori e dell’editore; al libro rimandiamo per la versione integrale dei testi di presentazione delle canzoni di “The Wall”.
