Pink Floyd, i 40 anni di “The Wall”: una canzone al giorno. “Young Lust”.

'The Wall' dei Pink Floyd è uscito il 30 novembre del '79. Per celebrare il compleanno di questo album epocale abbiamo deciso di presentarvelo integralmente, canzone per canzone; abbiamo iniziato il 4 novembre e concluderemo il 30 novembre prossimo

Pink Floyd, i 40 anni di “The Wall”: una canzone al giorno. “Young Lust”.

In origine si trattava di uno strumentale registrato ai Britannia Row, caratterizzato da un ritmo preso in prestito dalla disco music allora in voga. Con una nuova veste ritmica, venne poi corredato di un testo provvisorio, decisamente più lungo del definitivo, cantato in parte da Gilmour e in parte da Waters.

Firmata dal chitarrista insieme a Waters, “Young Lust” fu nuovamente rielaborata per essere inserita meglio nello sviluppo della vicenda: la versione definitiva parla della deriva della rockstar Pink in un Paese straniero alla ricerca di torbide frequentazioni con le groupies locali. Il brano esplora territori hard rock come forse solo “The Nile Song” aveva osato, con la chitarra graffiante e una parte ritmica tenace e decisa. L’Hammond B3 di Wright venne suonato attraverso casse Leslie e un Big Muff, il piano elettrico Wurlitzer mediante un wah-wah.

La telefonata che occupa la seconda strofa allude a un episodio ben preciso della vita di Waters, anch’esso prestato alla vicenda di Pink: nel 1975 il bassista si trovava in tour insieme ai Floyd negli Stati Uniti, quando chiamò al telefono la moglie Judith Trim a Londra e rispose un uomo. Protagonista involontaria della vicenda fu la centralinista che cercava di stabilire il contatto con il numero chiamato. Stupita della voce maschile e del fatto che per ben due volte l’apparecchio londinese fosse stato frettolosamente riagganciato, d’istinto diede a Waters la sua interpretazione dell’accaduto: “Nel disco è stato editato un minimo ma la sua reazione spontanea, quel ‘forse c’è qualcun altro con sua moglie’... credo che sia straordinario: ebbe una reazione davvero schietta. Fantastica!”.

Domani scriveremo di “One of my turns”.

Leggi qui la scheda di "Empty Spaces"

Leggi qui la scheda di "Goodbye blue sky"

Leggi qui la scheda di "Mother"

Leggi qui la scheda di "Another brick in the wall - Part 2"

Leggi qui la scheda di "The happiest days of our lives"

Leggi qui la scheda di "Another brick in the wall - Part 1"

Leggi qui la scheda di "The thin ice"

Leggi qui la scheda di "In the flesh?"

I testi sono tratti dal libro di The Lunatics “Pink Floyd. Il fiume infinito”, pubblicato da Giunti, per gentile concessione degli autori e dell’editore; al libro rimandiamo per la versione integrale dei testi di presentazione delle canzoni di “The Wall”.

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