Pink Floyd, i 40 anni di “The Wall”: una canzone al giorno. “The happiest days of our lives”.

'The Wall' dei Pink Floyd è uscito il 30 novembre del '79. Per celebrare il compleanno di questo album epocale abbiamo deciso di presentarvelo integralmente, canzone per canzone; abbiamo iniziato il 4 novembre e concluderemo il 30 novembre prossimo

Pink Floyd, i 40 anni di “The Wall”: una canzone al giorno. “The happiest days of our lives”.

Un altro mattone nel muro: i rigidi schemi mentali dell’insegnamento scolastico visti attraverso l’autorità di un maestro frustrato e vendicativo. Il salto fra generazioni alla fine degli anni ’50 trova nella scuola un concreto terreno di confronto: i maestri come espressione di una leva cresciuta fra stenti, paure e rigorose dottrine comportamentali. Molti di loro addirittura reduci di guerra, reinventatisi nei panni di diligenti professori tormentati dalla convivenza con le ombre del passato. Gli studenti, invece, figli di una nuova epoca di benessere postbellico, possiedono prospettive e possibilità di vita ben diverse dai loro genitori. In questo stato di cose, le austere reprimende di un docente segnarono l’esperienza giovanile di Roger Waters alla Cambridge High School for Boys.

Quelli che avrebbero dovuto essere “the happiest days” si trasformarono in ricordi tormentati da umiliazioni e severe lezioni a colpi di bacchetta sulle mani.

La canzone è introdotta dall’assordante rumore delle pale di un elicottero registrate all’eliporto di Van Nuys, a Los Angeles, dal fonico Brian Christian. In seguito Waters simula un effetto megafono con cui il maestro apostrofa gli alunni dal velivolo con toni militareschi e frasi cariche di livore: “You, yes you! Stand still laddy!” (“Tu, sì tu, resta in piedi cretino!).

Gli stacchi di batteria successivi furono incisi in contemporanea da Mason e Guthrie: il primo suonò il timpano, il rullante e la grancassa, mentre il secondo il charleston e il piatto (afferrato con la mano per bloccarne bruscamente le vibrazioni). Il tema musicale riprende quello di “Another Brick In The Wall - Part 1”; sul finale l’urlo di Waters introduce, invece, “Another Brick In The Wall - Part 2”.

Domani scriveremo di “Another Brick in the Wall – Part 2”.

Leggi qui la scheda di "Another brick in the wall - Part 1"

Leggi qui la scheda di "The thin ice"

Leggi qui la scheda di "In the flesh?"

I testi sono tratti dal libro di The Lunatics “Pink Floyd. Il fiume infinito”, pubblicato da Giunti, per gentile concessione degli autori e dell’editore; al libro rimandiamo per la versione integrale dei testi di presentazione delle canzoni di “The Wall”.

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