Woodstock 2019, la stroncatura di Roger Daltrey (Who): 'Irripetibile, la replica non mi interessa'

Woodstock 2019, la stroncatura di Roger Daltrey (Who): 'Irripetibile, la replica non mi interessa'

Parte in salita la campagna di avvicinamento alla riedizione celebrativa per il cinquantennale del festival di Woodstock, che tra i prossimi 16 e 18 agosto vedrà star internazionali - la cui identità per il momento non è ancora stata rivelata - esibirsi a Bethel, la storica location che ospitò i "tre giorni di pace, amore e musica" che nel 1969 rivoluzionarono il concetto di happening musicale.

L'evento, che il Bethel Woods Center For The Arts (ente che gestisce la venue) ha affidato al colosso dell'intrattenimento musicale dal vivo Live Nation e alla società di comunicazione INVNT - estromettendo l'organizzatore originale Michael Lang, che ha tuttavia fatto sapere di essere pronto a organizzare in controfestival presso un altro spazio all'aperto - potrebbe, secondo alcune (deboli, per la verità) indiscrezioni trapelate alla fine dello scorso anno, vedere nomi storici che presero parte alla prima Woodstock a band e artisti contemporanei di spicco al quali verrebbe affidato il compito di attualizzare il cartellone: al momento, come ricordato sopra, la line-up del festival è coperta da una fitta coltre di riserbo, ma - stando alle dichiarazioni rilasciate dal frontman della band di "My Generation" a margine della presentazione all'edizione americana di Billboard della sua autobiografia "Thanks A Lot Mr. Kibblewhite: My Story" - difficilmente lo staff di Michael Rapino potrà fare affidamento sugli Who, che a Bethel, nel 1969, salirono sul palco nelle primissime ore della mattina di domenica 18 agosto.

Alla domanda se il suo gruppo abbia in programma di prendere parte alle celebrazioni per il cinquantennale, Daltrey prima ha giocato la carte dell'ironia - "il mese di agosto in America è troppo caldo per lavorare, alla mia età" - per poi esprimersi in termini decisamente più seri: "E' impossibile rifare Woodstock, perché la vera star di Woodstock è stata il pubblico. Si può celebrare la ricorrenza, ma non si può replicare il festival. Nessuno ci ha ancora contattato al proposito, ma francamente non ho alcun interesse in un'operazione del genere".

Gli Who si esibirono a Woodstock tra le 5 e le 6 del mattino di domenica 18 agosto, dopo Janis Joplin e Sly and the Family Stone e prima dei Jefferson Airplane, che chiusero la "giornata" alle 9 della stessa mattina: nella scaletta della propria esibizione la band britannica inserì - tra gli altri brani - hit come "I Can't Explain" e "My Generation" (seppure in versione abbreviata) e diversi episodi dalla rock opera "Tommy".

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