Eurovision Song Contest 2015, Il Volo stravince al televoto: primo premio negato dal voto dei giurati

Eurovision Song Contest 2015, Il Volo stravince al televoto: primo premio negato dal voto dei giurati

Se il vincitore dell'Eurovision Song Contest 2015 fosse stato nominato tenendo conto solo dei voti dei telespettatori, il trio dei Il Volo avrebbe conquistato il trofeo assegnato allo svedese Måns Zelmerlöw, premiato - più che dal gusto popolare - da quello delle giurie nazionali chiamate a esprimersi sui concorreti della competizione canora: questo - e molto altro - si evince dai dati resi noti oggi dagli organizzatori della manifestazione, chiusasi nella serata di ieri, sabato 23 maggio, alla Wiener Stadthalle, nella capitale austriaca.

"L'Italia al televoto non ha vinto, ma stravinto: basti considerare come, seguendo le preferenze espresse dai telespettatori, la Svezia sia arrivata solo terza", ha commentato Eddy Anselmi, giornalista, saggista e capodelegazione aggiunto della compagine tricolore all'Eurovision 2015: "C'è stata una profonda scollatura tra le preferenze dei telespettatori e quelle delle giurie: Il Volo, che per il pubblico popolare è arrivato primo, se fosse stato solo per il voto dei giurati si sarebbe fermato al sesto posto". E qui si spiega la vittoria di Zelmerlöw: mentre l'Italia ha collezionato un primo posto nella classifica del televoto e il sesto in quella delle giurie, la Svezia, terza per i telespettatori e prima per i giurati, ha conquistato il primo posto nella classifica finale.

"Complessivamente è stata la gara più 'concentrata' che la storia dell'Eurovision ricordi", osserva Anselmi, "Con i primi tre paesi nella classifica finale a spartirsi la quasi totalità dei voti. In termini di punti assegnati, i primi tre classificati, cioè Svezia, Russia e Italia, hanno fatto segnare il miglior risultato della storia della manifestazione. Complessivamente, però, sono stati i primi sette paesi nella graduatoria finale e conquistare praticamente tutte le preferenze. Basti pensare come due nazioni, Germania e Austria, siano tornate a casa senza nemmeno totalizzare un punto. E uno zero, all'Eurovision, non lo si vedeva dal 2003".

A cosa imputare, quindi, questa polarizzazione sul podio dell'Eurovision 2015? "Alla qualità dei concorrenti arrivati tra i primi, che effettivamente erano i più forti", prosegue Anselmi: "Poi, certo, il risultato finale è frutto anche di altri fattori: l'eliminazione di Danimarca e Finlandia ha compattato il gruppo nordico sulla Svezia. Però la prestazione dei Il Volo è stata fenomenale: basti pensare che il pubblico di Grecia e Cipro, che è solito 'scambiarsi' i voti, questa volta ha votato compattamente per noi. E anche Israele, che - a causa del vigoroso flusso migratorio degli ultimi anni dall'ex blocco sovietico - è considerato un paese di area russofona, questa volta ha votato per noi".

Un prestazione maiuscola, guastata - per così dire - dalla mancata vittoria finale: "Loro [Il Volo] sono stati esemplari, per correttezza, educazione e sportività: l'aver conquistato i favori del pubblico dell'Eurovision è sicuramente il miglior auspicio per una carriera discografica brillante e duratura. Quando Nek, secondo classificato allo scorso Festival di Sanremo, complimentandosi con loro per la vittoria gli pose come traguardo successivo quello del vendere dischi, probabilmente non immaginava un futuro del genere: Il Volo ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per farsi sentire nelle chart internazionali. Certo, questa rimane la più grande amarezza dell'Italia all'Eurovision dai tempi di 'Nel blu dipinto di blu' [di Domenico Modugno, presentata all'edizione dell manifestazione del 1958 dove si classificò terza, alle spalle di 'Dors, mon amour' del francese André Claveau e 'Giorgio' della svizzera Lys Assia]: probabilmente le giurie hanno votato con un'intenzione un po' snob, assecondando troppo i propri gusti personali e considerando la musica dei nostri ragazzi un po' passé. Il pubblico, evidentemente, non si è posto questo problema, e invece ha premiato la contaminazione. Certo, tornare a casa con la coppa sarebbe stato bellissimo, ma se lo scopo di questa spedizione era quello di portare la musica italiana alle orecchie della platea europea, si può dire che la missione sia stata compiuta".

Dall'archivio di Rockol - Il Volo, ''10 Years' è la nostra carta d'identità': videointervista
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