Giorgia, 'Dietro le apparenze': 'Come se fosse la mia prima volta'

Giorgia, 'Dietro le apparenze': 'Come se fosse la mia prima volta'

Quattro anni non sono molti - tanti ne sono passati dalla sua ultima prova in studio, "Stonata" - ma se quattro anni sono pieni di vita (quella vera, non quella scandita dai ritmi dello showbiz, tra una session in studio, una tornata promozionate e una tournée) allora possono diventare un'eternità. Così Giorgia, che si riaffaccia sul panorama discografico con un nuovo album, "Dietro le apparenze", in uscita il 6 settembre, torna a sentirsi una debuttante. "E' stimolante ricominciare da capo", racconta lei: "E' il mio disco d'esordio come cantante-mamma (il suo primo figlio, Samuel, avuto dal compagno Emanuel Lo, è nato poco più di un anno fa, ndr), e ancora devo capire bene come funziona questa mia nuova vita". Non è solo il suo duplice ruolo di artista e genitrice, tuttavia, ad aver rivoluzionato i suoi orizzonti: "Dopo tanto tempo, pensavo che rimettermi a cantare fosse più difficile", commenta lei: "Per questo disco non ho fatto trasferte clamorose. La lavorazione si è svolta a Milano, nello studio di Michele Canova (produttore in passato già al servizio di - tra gli altri - Tiziano Ferro, Jovanotti e Eros Ramazzotti, questi ultimi due non a caso presenti sul disco rispettivamente come autore e interprete in "Tu mi porti su" e "Inevitabile", ndr): un posto molto accogliente, che mi ha fatto sentire subito a casa. Sì, sentivo che era il momento giusto, per tornare 'alle origini'. Certo, ho avuto anche momenti difficili, specie all'inizio: in studio tutto andava benissimo, mi sentivo investita da un'ondata incredibile di creatività. Poi però tornavo a casa, mi mettevo davanti al computer per scegliere un loop, un suono o una base e iniziava il dramma. Poi ho saputo tramutare questa debolezza in forza, e più andava avanti la lavorazione del disco, più mi sentivo entusiasta e piena di energia. Alla fine, quando ho registrato le voci, mi agitavo e sudavo come fossi una ragazzina. Io, che ormai ho passato il quaranta...". Alla faccia di chi vuole i cantanti tutti giovanissimi e irruenti, Giorgia - in questa veste più matura - si trova benissimo: "A una certa età acquisisci una consapevolezza che ti permette di notare cosa che prima ti passavano davanti agli occhi senza lasciare traccia. In questo disco ho scritto meno rispetto a quelli realizzati in passato, ma ho capito che un brano lo devi 'sentire', per interpretarlo in modo credibile. Quindi anche sotto questo aspetto devo ammettere che 'Dietro le apparenze' rappresenti un grande passo avanti". Un nuovo album, vuole una tradizione discografica estremamente consolidata, segue un tour: Giorgia offrirà un'anteprima a Roma e Milano i prossimi 21 e 24 gennaio, alla quale seguirà una tournée vera e propria: "Sì, sarà in primavera, e prenderà il via - anche se al momento non c'è nulla di confermato ufficialmente - in aprile. Sarà cuorioso far convivere in scaletta i nuovi brani alle canzoni più datate. Cercherò in ogni modo di dare allo spettacolo una sorta di omogeneità, nei suoni e nello stile, in modo da non essere costretta a brusce virate, col procedere della scaletta. Come eseguirò i cavalli di battaglia? Beh, a 'stropicciarli' in versioni acustiche e alternative ho già provato, quindi stavolta cercherò proporli il più possibile fedeli agli originali. La tournée sarà nei palasport, anche se il mio sogno - lo confesso - è tornare nei club...". Desiderio affascinante, in un panorama dove gli artisti tricolore ingaggiano guerre di numeri in materia di affluenza e biglietti staccati... "Lo so, essere 'popular' implica anche questo: la musica ha come funziona primaria quella di far incontrare e divertire le persone, quindi capisco i miei colleghi che inseguano il grande evento. Tuttavia, io - che sono nata come musicista da club - trovo che l'atmosfera del locale, in termini di feeling sia sul palco che col pubblico, sia irripetibile. Certo, per apprezzarla bisogna nascere muscisti, saper cogliere certe sfumature... Sono due cose diverse, gli stadi o i palasport e i club, che rappresentano due modi diversi di fruire uno spettacolo, ambedue affascinanti, pur con le rispettive differenze".

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Dopo quattro anni di assenza, come ha trovato la discografia Giorgia? "In tempi come questi i cambiamenti sono talmente repentini quasi da far fatica ad accorgersi essendoci immersi, quindi immaginate dopo quattro anni di pausa. L'impressione che ho avuto è che, rispetto ai tempi di 'Stonata', i superstiti alle grandi epurazioni nell'industria di settore siano meno demotivati e pronti alla risalita. C'è entusiasmo, voglia di fare e di inventare, e questa è una cosa ottima. Qualche anno fa gli organici delle etichette erano disgregati, angosciati ed impauriti da ciò che li aspettava in futuro. Oggi tutto questo è quasi scomparso. Certo, i problemi ci sono ancora, e sono grossi. Ad esempio, la mancanza di soldi impedisce alle etichette di investire sugli artisti esordienti, cosa che rende il debuttare, oggi, infinitamente più difficile di quando debuttai io. E' anche vero che oggi, grazie alle tecnologie di home recording, si pubblicano molti più dischi di quanti se ne pubblicassero in passato: emergere, di conseguenza, è diventato sempre più difficile, per una voce che muova i primi passi...". Rimangono - vexata quaestio - i talent show... "All'inizio, devo ammettere, ero un po' perplessa. Quando si ha a che fare con un materiale umano talmente delicato come un artista agli esordi bisogna sempre considerare che il talento sia una cosa da coltivare, da far emergere, e non un qualcosa da esibire in tre minuti e mezzo durante un'esibizione in diretta. Data la situazione attuale, tuttavia, devo ammettere che oggi come oggi i reality musicali rappresentino l'unico mezzo per arrivare ad un contratto discografico in tempi ragionevoli". Tutto cambia, quindi: la vita dell'artista ("Potrò portare mio figlio in tour? Dovrò capire se è possibile..."), quella del discografico, e anche quella del fan, che mentre una volta pendeva dalle labbra del portavoce di turno, oggi ha l'oppurtunità - grazie al Web - di avere un costante filo diretto con il proprio beniamino. "I miei fan spesso si lamentano, perché non sempre sono presente come loro vorrebbero. Trovo il Web un mezzo fantastico per rimanere in contatto con loro, e - anche quando non intervengo direttamente - grazie a Internet rimango aggiornata sui loro umori e sui loro movimenti. Poi, chiaramente, non sono una da più post al giorno, è vero. Più che altro, sono una di quelle che interviene quando davvero ha qualcosa da dire...".

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