Prima di inventarsi i Dandy Warhols, Courtney Taylor-Taylor suona la batteria nei Beauty Stab, un gruppo glam rock originario della sua città natale (Portland, in Oregon). insieme a Zia McCabe…
Prima di inventarsi i Dandy Warhols, Courtney Taylor-Taylor suona la batteria nei Beauty Stab, un gruppo glam rock originario della sua città natale (Portland, in Oregon). insieme a Zia McCabe (tastiere), Peter Holmstrom (chitarra) ed Eric Hedford (batteria) registra nel 1995 (per la indie Tim/Kerr Records) l’album d’esordio della sua nuova band, “Dandy's rule, ok?” . E’ un disco che, fin da subito, delinea i confini sonori della formazione, chiaramente in debito verso i Velvet Underground, i Rolling Stones, Iggy Pop e un movimento come lo shoegazing (vedi alla voce Jesus & The Mary Chain, My Bloody Valentine). Ma soprattutto è un disco che crea parecchio interesse nelle major. La Capitol è la più svelta ad assicurarsi i servizi della band, che sfoggia già un gusto deciso per un power pop ben strutturato. Nel 1996 i Dandy Warhols entrano in studio di registrazione per realizzare il primo album per la nuova etichetta, “The Dandy Warhols come down”. Ed è proprio da quelle session che nasce un pezzo come “Not if you were the last junkie on earth”, singolo di successo accompagnato da un videoclip diretto dal celebre fotografo David LaChapelle che porta la band americana ad una considerevole “esposizione” mediatica: soprattutto in Inghilterra, dove entra nella top 40 con ben tre brani. Nella primavera del 2000 il nuovo “Thirteen tales from urban bohemia” interrompe tre anni di silenzio e sfoggia un nuovo piccolo hit, la stonesiana “Bohemian like you”, che rilancia le quotazioni del disco a due anni dall’uscita grazie al fortunato abbinamento con uno spot televisivo di Vodafone/Omnitel. Dopo una apprezzata collaborazione con 3D dei Massive Attack (che cura un remix del brano “Godless”) e un progetto cinematografico di Taylor (un film, “The last minute”, presentato al Sundance Festival con Anne Heche, Donovan Leitch Jr. e Scott Weiland degli Stone Temple Pilots tra gli attori protagonisti) i lavori per il successivo “Welcome to the monkey house” procedono con calma, tra l’home studio della band a Portland, New York e Londra: nella capitale britannica i quattro (che includono il nuovo batterista Brent DeBoer) raggiungono Nick Rhodes dei Duran Duran, a cui hanno affidato la produzione del disco (mentre Simon LeBon compare come “guest vocalist” in un brano). L’album esce nel maggio del 2003: nei crediti figurano anche l’ex Lemonheads Evan Dando (coautore di un pezzo con Taylor), Nile Rodgers e il leggendario produttore Tony Visconti (Bowie, T.Rex), che con i Warhols aveva già collaborato in precedenza.
Nel 2005 è la volta di ODDITORIUM OR WARLORDS OF MARS, album che prende parzialmente titolo dallo studio di Portland, Oregon, dove la band prova e registra, The Odditorium.
Nel 2008 la band diventa indipendente, terminando il proprio contratto con la Capitol: esce ARTH TO THE DANDY WARHOLS, inizialmente pubblicato solo in digitale, poi pubblicato in formato fisico alla fine dell'estate. Nel 2009 esce invece il disco più recente del gruppo, THE DANDY WARHOLS ARE SOUND, che anticipa la raccolta THE CAPITOL YEAR 1995-2007, in uscita nel 2010. Nel 2012 è invece la volta del nono capitolo discografico della band, THIS MACHINE.