«U2 DISCOTHEQUE PLAYBOYS - William Stone» la recensione di Rockol

William Stone - U2 DISCOTHEQUE PLAYBOYS - la recensione

Recensione del 01 gen 1998

Mondadori, £.20.000

La recensione

Uno strano instant-book, questo realizzato da William Stone sugli U2: le foto di copertina raffigurano il gruppo irlandese sul palco del suo Pop Mart Tour ma poi ci si accorge, leggendolo, che nel libro dell’album "Pop" quasi neanche si parla, visto che il volume probabilmente è stato consegnato in tipografia qualche tempo prima della sua uscita. L’impressione a prima vista sembrerebbe essere così quella del libro "take the money and run": testi larghi e foto a tutta pagina, per un volumetto di 108 pagine che finiscono subito e che non aggiungono molto alla conoscenza che ha del gruppo il fan medio di Bono e soci. Accanto a questa natura, però, ne coesiste un’altra, che fa strappare al libro la tanto agognata sufficienza dal punto di vista qualitativo, e riguarda l’introduzione. Scritta da Francesco Adinolfi con grande capacità di sintesi e profondità, l’intro copre 9 pagine che sono di gran lunga le migliori del libro (e che, da sole, ne valgono il prezzo), tracciando un profilo completo della band e dei suoi perché, del percorso artistico che ne è alla base e delle motivazioni sociali che ne rappresentano il fine ultimo. Adinolfi mette in luce tanto le ferree convinzioni del gruppo quanto le sue incertezze ancora incredibilmente umane, e scrive a proposito del Pop Mart: "La ‘salvezza’ stavolta va trovata nei supermarket, nelle discoteche dove si suona techno o trip hop, nei corpi non più desessualizzati di "The Joshua tree", ma in quelli umidicci ed erotizzati di "Miami". La sfida è altissima. Per questo c’è bisogno di The Fly o MacPhisto, i personaggi ambigui e perversi incarnati da Bono nell’ultimo tour e contrapposti a quelli "solo santi" di ieri. Per questo sul palco si è sempre più piccoli e distanti. Sempre più di carne. Per questo, va ripetendo Bono, se non si sta attenti "poi non ci sarà più tempo per il dolore e non ci sarà più tempo per vergognarsi" ("Playboy mansion"). Capito? Insomma, se volete sapere
cosa sono gli U2 l’introduzione di questo libro vi aiuterà a capire, se siete interessati invece a chi sono i quattro i Dublino non sarà questo il libro che vi cambierà la vita: per poche migliaia di lire in più la Tarab ha pubblicato l’ottima biografia del gruppo firmata Bill Flanagan "U2 alla fine del mondo". Certo, 20 mila lire per un buon articolo di critica possono sembrare tante, ma è anche vero che è sempre più difficile leggerne di validi...

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