Recensioni / 02 mar 1999

Enzo Di Mauro e Roberto Masotti - FENOMENOLOGIA DI BATTIATO (A CURA DI CLAUDIO CHIANURA) - la recensione

FENOMENOLOGIA DI BATTIATO (A CURA DI CLAUDIO CHIANURA)
Enzo Di Mauro e Roberto Masotti
«C’è, nel mio ritorno alla canzone, soprattutto il desiderio di sottrarmi al ruolo classico dello sperimentatore, che cerca tutta la vita come un cretino le stesse cose che può cercare meglio divertendosi e senza vivere in miseria. La cosa più determinante è stato scoprire che il rigore, la purezza o il rifiuto di ogni mediazione è un miraggio, non esiste. E non ha senso essere vittima di una ideologia dello sperimentatore, costruita chissà da chi». Tra le varie pubblicazioni uscite a tratteggiare vita, personalità e carriera di Franco Battiato, questa è una di quelle più originali: merito di un approccio che sposa alla trattazione più istituzionale e colta - contenuta nel capitolo che dà il titolo al libro - frequenti estratti di interviste, considerazioni e una conversazione all’indomani dall’uscita de "L’imboscata". Non c’è magari, in questo volume, spazio sufficiente dedicato all’analisi dell’elemento esoterico, rinverdire i fasti Gurdjieffiani della sua formazione filosofica, e nemmeno una storia dettagliata della sua carriera. In compenso però l’argomento Battiato è trattato da un’angolazione inedita, capace di mettere insieme una vasta quantità di materiale condensandola nei tempi e nei modi. Fondamentale la lettura della parte centrale del libro, in cui esso trova la sua specificità, ma importanti anche le varie parti suppletive, compresa quella iconografica - in bianco e nero - che riserverà molte sorprese a chi di Battiato conosce solo l’immagine recente e maggiormente ‘distinta’. È interessante notare come, nonostante molte delle dichiarazioni di Battiato risalgano agli anni ’70 e ’80, alcune di esse continuino a mantenere oggi una loro inattaccabile attualità. È il caso di una frase detta nel 1982 a proposito della musica della (allora) nuova generazione, alla quale Battiato si sentiva maggiormente vicino rispetto a quella dei cantautori storici: «Questi giovani hanno in comune con me sicuramente il cinismo per il prodotto. I vecchi cantautori sono tutti idealisti, bevono, si ubriacano... Noi siamo molto più scientifici...» Detta nel 1982, ma trasferibile con comodo al mondo di Bluvertigo, Subsonica e tanti altri, che non a caso continuano a vedere in Battiato un inevitabile punto di confronto.