«TOKIO SOLO - Keith Jarrett» la recensione di Rockol

Keith Jarrett - TOKIO SOLO - la recensione

Recensione del 03 lug 2006

La recensione

Pochi artisti sono davvero inclassificabili non per un vezzo giornalistico ma per la realtà dei fatti, per la capacità di saper frequentare da maestri diversi generi musicali. Keith Jarrett è uno di questi. E se c'è un genere - dei tanti che ha frequentato, dagli standard jazz alla musica classica – in cui davvero ha lasciato il segno, segnato la storia della musica e il cuore di molti ascoltatori, è il “piano solo”, l'improvvisazione totale di fronte ad una tastiera, dal vivo su un palco. Da questa scia arriva il disco più famoso di Keith Jarrett, il “Koln concert” che ormai compie trent'anni, e altri 11 dischi, tutti pubblicati con l'etichetta ECM.
Dall'ultimo disco di questa serie (“Radiance”, pubblicato nel 2005 ma registrato nel 2002) arriva il primo DVD di Jarrett, il secondo se si considera il documentario “The art of improvisation” dello scorso anno.
E', per l'appunto, un concerto di piano solo registrato a Tokio a fine 2002, e in parte già documentato in formato audio su “Radiance”, che comprendeva anche una performance ad Osaka. Il DVD riporta in video quella performance nella capitale giapponese e per intero, anche con quelle parti non pubblicate su "Radiance". Il DVD così permette di assaporare anche nelle immagini lo sforzo creativo, il vuoto che Jarrett crea intorno a sé per dare vita alla sua musica, osservando l'espressività fisica che già si percepisce anche nei suoi dischi quando lo si sente mugolare o canticchiare a sottolineare i passaggi delle sue lunghe suite.
Questo DVD rispecchia in pieno il minimalismo tipico dell'ultimo Jarrett e della ECM: copertina e packaging essenziale, riprese e regie lineari, che non stufano neanche se riprendono un uomo solo al centro di un palco, senza altra scenografia. Anzi, sono immagini che affabulano, che incollano alla visione quanto la musica di Jarrett. Certo, poi si potrebbe pretendere qualche extra da un DVD, oltre alla lunga performance (due movimenti, divisi un po' sommariamente in otto tracce, e tre standard finali). Ma non si aggiungerebbe comunque nulla a questa splendido prodotto; anzi, sarebbe assolutamente superfluo. Un DVD da avere, per scoprire o riassaporare uno dei più grandi talenti musicali della nostra era.
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