«JORDI - Maroon 5» la recensione di Rockol

Dentro le riflessioni dei Maroon 5

Adam Levine e compagni tornano con il nuovo album “Jordi”: un disco che vede la band concentrasi sia sull’aspetto emotivo delle canzoni, regalando momenti piacevoli, che su quello commerciale, per tenersi stretto il proprio posto nel pop mainstream.

Recensione del 15 giu 2021 a cura di Elena Palmieri

Voto 6,5/10

La recensione

“Jordi” è il titolo scelto dai Maroon 5 per il loro nuovo album, come omaggio al manager e amico di lunga data di Adam Levine e compagni Jordan Feldstein, scomparso nel 2017 poco dopo la pubblicazione del precedente disco della band, “Red pill blues”.

Già nel 2019 la formazione losangelina aveva dedicato al compianto Feldstein il brano “Memories”, singolo apripista della sua settima prova sulla lunga distanza, uscita poi l’11 giugno scorso. “Toast to the ones that we lost on the way / ‘Cause the drinks bring back all the memories”, recita un passaggio della undicesima traccia di “Jordi”, proposta subito dopo nella versione con strofe rappate da Nipsey Hussle e YG. È una delle canzoni più intime del nuovo disco, oltre che tra gli ultimi singoli realizzati dai Maroon 5 insieme al bassista Mickey Madden - uscito lo scorso anno dal gruppo dopo essere stato arrestato per violenza domestica - che ritroviamo solo in altri due brani di “Jordi”, "Can't leave you alone" e nella seconda versione di "Memories"

Con i brani offerti come prime anticipazioni dell’album, compresa la canzone “Nobody’s love” che riflette sulla pandemia da Coronavirus e le proteste insorte successivamente la morte di George Floyd, i Maroon 5 invitano l’ascoltatore ad addentrarsi nei pensieri e nelle riflessioni più intime o profonde della band: sono i momenti più interessanti del disco. In altri brani, invece, viene meno quel lato emotivo e vulnerabile scoperto in - per esempio - “Lost” o “Echo” con il rapper Blackbear, e il gruppo sembra più concentrato sul soddisfare le aspettative del pubblico odierno

I Maroon 5 vogliono tenersi stretto il loro posto nel pop mainstream

I Maroon 5 sono una band che nel corso della sua carriera è riuscita a portarsi a casa costantemente delle soddisfazioni.

Dopo l’album d’esordio “Songs about Jane” del 2002, e oltre il successivo “It won't be soon before long” del 2007, la formazione capitanata da Adam Levine ha pubblicato ogni 2 o 3 anni lavori che hanno permesso al gruppo di imporsi nelle classifiche di vendita, di tener vivo l’interesse dei fan e di non perdere successo - pur senza tenersi alla larga dalle critiche. Questo è per via della propensione della band statunitense di inseguire le tendenze musicali, abbracciando sempre più generi diversi e collaborando con altri artisti di rilievo per provare a garantirsi un posto di rispetto all’interno del pop mainstream. Così, dal suoni che strizzavano l’occhio all’indie, al rock e al funky del disco di debutto, i Maroon 5, sulla scia della hit “Moves like Jagger” con Christina Aguilera da “Hands all over” del 2010, hanno virato definitivamente verso sonorità pop da radio con “Overexposed” del 2012 e “V” del 2014. Poi Adam Levine e compagni si sono mossi verso l’hip hop per "Red pill blues”, con esponenti della scena rap americana contemporanea- tra cui Kendrick Lamar, Future e A$AP Rocky, oltre alla cantautrice r&b SZA - come ospiti del disco. Ora, a distanza di quasi quattro anni dal precedente lavoro, i Maroon 5 sono tornati con “Jordi”, in cui confluiscono i vari mondi sonori sperimentati finora dal gruppo. Il nuovo album vede la formazione losangelina perseguire ancora il desiderio di garantirsi il successo commerciale e tra i fan, invitando altri artisti - Megan Thee Stallion, Blackbear, Stevie Nicks, Bantu, H.E.R. - a collaborare come ospiti del disco. Ciò che rimane sempre immutata, come uno dei tratti d’istintivi dell’intero progetto, è la voce di Adam Levine. Sicuramente in “Jordi” è più individuabile di quella della cantante dei Fleetwood Mac, tra le voci pop più distintive che nella traccia “Remedy”, però, rimane in sottofondo, tra i synth, facendo eco al frontman della band. .

Adam Levine e soci vorrebbero fare compagnia ai fan questa estate

Per la realizzazione del loro settimo e nuovo album i Maroon 5 si sono circondati di una squadra bella numerosa di produttori e autori di prim’ordine, da - tra gli altri - Andrew Watt a Michael Pollack, da Amy Allen a Starrah.

E tra collaboratori e ospiti, tutti sono riusciti a fare, tutto sommato, un buon lavoro. In “One light” il tocco del rapper originario dello Zimbabwe Bantu, oppure l’espressività vocale di H.E.R. in “Convince me otherwise”, conferiscono, seppur in modo diverso tra loro, un morbido tocco di sensualità. Con Juice WRLD in “Can’t leave you alone”, Anuel AA e il popolare produttore reggaeton Tainy in “Button”, piuttosto che Jason Derulo in “Lifestyle”, Adam Levine e compagni sanno come adattarsi alle richieste del mercato e propongono brani dalle sonorità coinvolgenti. Le varie collaborazioni, però, non riesco a innalzare il livello generale dell’intero progetto, un buon prodotto, ma troppo costruito, che alla fine sembra non aggiungere molto alla discografia dei Maroon 5, impostato su uno schema che vuole essere vincente a tutti i costi e fare dell’album una colonna sonora per l’estate ormai alle porte. Tuttavia, "Beautiful mistakes” con Megan Thee Stallion è una sorpresa riuscita e insieme ad altri momenti rende “Jordi” un lavoro un po’ più sostanzioso. Nel settimo album del gruppo losangelino mancano pezzi vincenti come i successi passati “Moves like Jagger” o “Sugar”, ma per soddisfare l’attesa dei fan il disco ha alcuni ingredienti giusti.

TRACKLIST

01. Beautiful Mistakes (feat. Megan Thee Stallion) (03:47)
02. Lost (02:52)
03. Echo (feat. blackbear) (02:58)
04. Lovesick (03:05)
05. Remedy (feat. Stevie Nicks) (02:29)
06. Seasons (02:48)
07. One Light (feat. Bantu) (03:34)
08. Convince Me Otherwise (with H.E.R.) (03:07)
09. Nobody's Love (03:31)
10. Can't Leave You Alone (feat. Juice WRLD) (03:16)
11. Memories (03:09)
12. Memories Remix (feat. Nipsey Hussle & YG) (03:09)
13. Button (feat. Anuel AA & Tainy) (02:44)
14. Lifestyle (Jason Derulo feat. Adam Levine) (02:33)
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