«DELTA KREAM - Black Keys» la recensione di Rockol

Con i Black Keys lungo le strade polverose del blues

In "Delta Kream" il duo di Akron omaggia i propri eroi musicali, da John Lee Hocker a Big Joe Williams, sospesi tra vibrazioni elettriche e atmosfere ipnotiche

Recensione del 14 mag 2021 a cura di Marco Di Milia

Voto 8.5/10

La recensione

Da Memphis a Vicksburg sono circa 400 i chilometri che si snodano attraversando il Mississippi e i campi di cotone che sembrano perdersi all’infinito. Un ambiente nella sconfinata geografia degli Stati Uniti dove le strade che costeggiano il grande fiume si confondono con la sua stessa mitologia, finendo per convergere tra voodoo, ritmi improvvisati, melodie dolenti e incanti dal fascino arcano.

L'elettricità del blues

Lì, in uno di quei crocevia, tra le highway n. 61 e 49, a Clarksdale, la leggenda racconta che Robert Johnson abbia barattato col diavolo la sua anima in cambio della capacità di suonare la chitarra come nessun altro al mondo, e, sempre lì, quasi un secolo dopo, i Black Keys hanno rispolverato il repertorio dei bluesman che da quei luoghi carichi di suggestioni sono stati per loro una straordinaria fonte di ispirazione. Il chitarrista e cantante Dan Auerbach e il batterista Patrick Carney in “Delta Kream” riprendono così la tradizione musicale che ha plasmato il loro sound, nei territori in cui blues, r&b e country si mescolano lungo il confine tra Tennessee e Mississippi, in un intreccio di stili conosciuto come Hill Country Blues, o North Mississippi Blues. Caratterizzato da pochi accordi, ritmica ossessiva e una certa enfatizzazione del groove, il genere si compone di ruvidi riff e un’atmosfera di ipnotica sospensione, che il duo originario di Akron distribuisce con genuina sicurezza omaggiando i propri eroi, da John Lee Hooker a Big Joe Williams, R.L. Burnside e Junior Kimbrough.

“Abbiamo realizzato questo album per onorare la scena musicale del Mississippi che ci ha influenzato fin dall’inizio”, ha raccontato Auerbach a proposito del nuovo lavoro. “Per noi questi brani sono tanto importanti oggi quanto lo sono stati il primo giorno che io e Pat abbiamo iniziato a suonare insieme. È stato davvero emozionante, di grande ispirazione e del tutto naturale riscoprirli con Pat, Kenny Brown ed Eric Deaton”.

Istinto e alchimia

Registrato praticamente in presa diretta, nel corso di soli due pomeriggi trascorsi a Nashville negli studi di proprietà di Auerbach, la formazione di “El Camino” si è avvalsa di sideman d’esperienza quali il bassista Eric Deaton e il chitarrista Kenny Brown, che di Kimbrough e Burnside sono stati fidati collaboratori, come pure dei contributi del percussionista Sam Bacco e dell’organista Ray Jacildo. Nelle undici riletture proposte in scaletta, capaci di passare dai tormenti dell'anima alle pulsioni del sangue, si respira fin dalle primissime battute un’aria di rilassata libertà da jam session, che nelle ammalianti note della chitarra slide di “Crawling kingsnake” evoca orizzonti sfocati dalla polvere e vecchie canaglie perennemente in affanno. In “Stay all night” i toni si fanno più languidi nell’invocare una notte di passione, mentre in “Going down South” il falsetto di Auerbach diventa una cantilena notturna, accompagnata da un infuocato assolo di Brown.

Ancora, le riflessioni amare di “Sad days, lonely nights” - "La mia mamma mi ha detto / Quando ero bambino / Ha detto, 'Figlio / arriveranno giorni difficili" - e gli stomp fulminanti di “Do the romp” e di “Coal black Mattie”, storia di una sbronza colossale e di vestiti gettati lontano, si susseguono, dannati e fumosi, in un gioco di rimandi fra passato e presente. In chiusura, con la progressione di “Come on and go with me”, un ultimo torbido fraseggio avvolge vibrazioni e misteri di un’epopea ai margini del grande sogno americano.

Un racconto sospeso nel tempo

“Delta Kream” diventa in questo modo un racconto fatto di riff e sudore, a tratti ululante, così come elettrico e limaccioso, custodito tra le spire del Mississippi. Un immaginario artistico e musicale prima ancora che un viaggio a ritroso nella grande confluenza tra blues e rock, quella che i Black Keys non hanno mai fatto mistero di voler percorrere in lungo e in largo.

Tracklist

01. Crawling Kingsnake (06:08)
02. Louise (04:23)
03. Poor Boy a Long Way From Home (04:08)
04. Stay All Night (05:44)
05. Going Down South (03:48)
06. Coal Black Mattie (03:48)
07. Do the Romp (05:01)
08. Sad Days, Lonely Nights (05:57)
09. Walk with Me (05:36)
10. Mellow Peaches (03:47)
11. Come on and Go with Me (05:55)
12. Crawling Kingsnake - Edit (03:52)

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