«SUCH PRETTY FORKS IN THE ROAD - Alanis Morissette» la recensione di Rockol

Il ritorno di Alanis Morrissette, tra revival di "Jagged little pill" e nuove canzoni

Il primo album di inediti in 8 anni è strettamente legato al suo blockbuster del '95 (appena ripubblicato), e non è un male

Recensione del 31 lug 2020 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

"È una vita fatta di estremi", canta Alanis Morrissette all'inizio di "Smiling", la canzone che apre il suo primo disco di inediti in 8 anni, benedicendo poi i "Such pretty forks in the road", i bivi che danno il titolo all'album. È una delle migliori del disco, e musicalmente e tematicamente ricorda un po' "Thank you", la canzone con cui Alanis scese a patti con gli estremi del successo di "Jagged Little Pill". 

Ancora una volta, la cantante canadese si racconta in maniera aperta e disarmante, anche se inevitabilmente non ci sono più né la rabbia di "You oughta know" e né il successo e la pressione generati da 30 milioni di copie vendute a fine anni '90. Nel 2020 Alanis Morrissette è una persona adulta che legge il suo presente attraverso il suo passato:  questo album nasce infatti in stretto legame al suo blockbuster del '95 (ripubblicato in versione deluxe meno di un mese fa).


Nel 2017 Alanis ha iniziato a lavorare al musical di Broadway tratto dal disco, scritto da Diablo Cody (autore di "Juno"), con Michael Farrell alla direzione musicale. "Smiling" venne scritta proprio per quella produzione, che ha debuttato nel 2018 e avuto ottime recensioni e ottimi incassi. Dalla collaborazione con Farrell è nato il disco di inediti: è co-autore di tutti brani.  Il 2020 di Alanis prevedeva un tour dedicato a "Jagged Little Pill" e questo album, in uscita originariamente la scorsa primavera, poi rimandato come molti dei dischi in uscita questa estate.

Ma "Such pretty forks in the road" dimostra che, per fortuna, Alanis non si guarda solo indietro. Con la presenza di Farrell trova un bilanciamento tra una (moderata) ricerca di contemporaneità e il suono che ha fatto amare la cantante negli anni '90. Se le chitarre di "Sandbox love" e "Nemesis" ricordano gli U2 d'annata, in buona parte del disco è il binomio piano-sezione ritmica a sostenere la melodia e la struttra delle canzoni. Nulla di particolarmente nuovo, appunto. Ma funziona, perché la voce della Morrissette ha una personalità che molti artisti attuali si sognano, e scivola sulle melodie che è un piacere.

"I'm sure you've enjoyed the ride, who wouldn't" canta Alanis, questa volta in chiusura, dopo avere parlato della sua depressione post-partum ("Diagnosis"), dell'essere madre ("Ablaze") e di storie d'amore che finiscono (la con conclusiva "Pedestal"). Una chiusura forse tematicamente un po' cupa per una ballata classica, resa enfatica da una sezione d'archi. Ma i chiaroscuri musicali e tematici sono una delle caratteristiche della sua musica, e in "Such pretty forks in the road" c'è l'Alanis Morrissette che abbiamo amato. 

TRACKLIST
Smiling
Ablaze
Reasons I Drink
Diagnosis
Missing The Miracle
Losing The Plot
Reckoning
Sandbox Love
Her
Nemesis
Pedestal

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