«MILLENNIUM BUG - Psicologi» la recensione di Rockol

L'ItPop appartiene già al passato: gli Psicologi sono il futuro

Per la nuova musica italiana, l'album d'esordio degli Psicologi è al tempo stesso la chiusura del cerchio e il primo capitolo di una storia diversa. Ecco la recensione di "Millennium bug".

Recensione del 13 giu 2020 a cura di Mattia Marzi

Voto 8/10

La recensione

Per la nuova musica italiana, che conviene chiamare così perché espressioni come "la rivoluzione dell'indie" o "dell'indie che ha ucciso il mainstream" suonano forse fin troppo banali e anche un po' approssimative, l'album d'esordio degli Psicologi è al tempo stesso la chiusura del cerchio e il primo capitolo di una storia diversa.

Le coincidenze, intanto: "Millennium bug" arriva dieci anni dopo la canzone che diede inizio a tutto quello che sarebbe da lì in poi successo dapprima nell'underground e poi nel mainstream (il brano è chiaramente "I pariolini di diciott'anni" de I Cani) e a cinque anni dal disco che ha cambiato le carte in tavola del pop italiano ("Mainstream" di Calcutta). Con la scena musicale e culturale romana ampiamente raccontata - non senza ironia - da Contessa ne "Il sorprendente album d'esordio de I Cani" diventata la parodia di sé stessa, fino a consumarsi, e la canzone italiana degli Anni Duemiladieci cresciuta così tanto da arrivare ad avere ambizioni diverse rispetto a quelle che aveva ai tempi di "Cosa mi manchi a fare" e "Completamente", sono .due diciannovenni a rimboccarsi le maniche e a fare tabula rasa.

Sarà che dietro questo album c'è proprio l'etichetta che in questi anni ha lanciato con successo lo stesso Calcutta, Carl Brave, Franco126 e altri protagonisti della nuova musica italiana, e che sa come creare hype - magari anche eccessivamente - intorno a un progetto, ma "Millennium bug" somiglia davvero a uno spartiacque.

E suona come tale. Nei quattordici pezzi contenuti all'interno del disco, il romano Lil Kaneki (vero nome Alessio Aresu) e il napoletano Drast (Marco De Cesaris), mettono in musica il disagio e il nichilismo dei loro coetanei mischiando rap, alternative, lo-fi, indie, emo trap, elettronica, i generi musicali di riferimento della Generazione Z, qui al servizio di testi in cui gli Psicologi ne analizzano lati chiari e lati oscuri, così come Contessa dieci anni fa sintetizzò nelle sue canzoni le contraddizioni dei Millennials: quelli erano attanagliati da ansie e fobie, alle prese con velleità e sogni spesso irrealizzabili (leggevano David Foster Wallace al parco immaginando di trasferirsi a New York per andare a lavorare da American Apparel); ai post-Millennials, invece, dei "dischi, i bagni nel mare, l'umanità" non interessa poi tanto, preferiscono "bere, viaggiare e fumare", sfasciarsi fino a stare male, nel tentativo di addormentare le inquietudini che si portano dentro per essersi ritrovati - non per loro colpa - in un mondo segnato dalla precarietà, tra crisi economiche, solitudini digitali e pandemie.

Sono proprio quelle inquietudini, personali e generazionali, che gli Psicologi raccontano in "Millennium bug", talvolta in maniera più intimista ("Sto bene", "Fantasma" e le vaschiane "Per me sei" e "Canada" - la passione per il rocker di Zocca è un altro elemento in comune con la generazione precedente), talvolta in maniera più diretta, sfacciata e rabbiosa ("Funerale" e "Povero", con il bolognese Tredici Pietro e i campani Fuera, sembrano uscire fuori da un disco dei Prodigy). Non parlano allo stesso pubblico dell'ItPop e per questo di rincorrere le tendenze - musicali e non - non gli interessa: anche in questo, "Millennium bug" rappresenta una rottura. Complici le collaborazioni con produttori e musicisti provenienti da background diversi, da Frenetik&Orang3 a Dade, passando per Dat Boi Dee, gli Psicologi spaziano da pezzi più dritti come "Vorrei", "Radio" e "FCK U" (con Madame) ad altri più vicini al rap ("Tutto ok"). E poi pop-punk ("Tristi e soli"), cantautorato urban ("Spensieratezza", "Canada").

Parliamoci chiaro: se avete più di 24 anni, siete già fuori target.

Il pubblico di riferimento è quello dei ragazzini che giocano a Fortnite e che ascoltano la trap e l'urban, solo che i testi di Lil Kaneki e Drast hanno uno spessore già diverso, che spinge i due a prendere spesso le distanze dalla loro generazione ("Non è una storia nei backstage che ti renderà un influencer", cantano in "Amici") o a compatirla ("Mi hanno detto che / le persone come me rendono il mondo peggiore / non resta che guardare questo mondo che cade / ma noi abbiamo l'amore e loro hanno le pistole", è il ritornello di "Generazione"). Con una profondità che stride con i loro pochi anni. "Aspettavamo un cambiamento che poi non è arrivato. Ora il cambiamento vogliamo essere noi", hanno raccontato i due ragazzi nella nostra .intervista. Ed è solo l'inizio.

TRACKLIST

01. INTRO (00:23)
02. AMICI (02:28)
03. TRISTI E SOLI (02:23)
04. SPENSIERATEZZA (02:49)
05. FUNERALE (feat. Tredici Pietro) (02:46)
06. STO BENE (02:45)
07. VORREI (02:48)
08. FANTASMA (02:47)
09. RADIO (02:50)
10. FCK U (feat. Madame) (03:14)
11. PER ME SEI (02:31)
12. TUTTO OK (02:22)
13. POVERO (feat. Fuera) (03:15)
14. GENERAZIONE (03:17)
15. CANADA (02:30)
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