«PER ESSERE FELICI - Marina Rei» la recensione di Rockol

La classe e l'eleganza di Marina Rei, che torna con 'Per essere felici'

Il nuovo album, tra riflessioni sugli anni che passano e analisi del percorso, interrompe un silenzio discografico lungo sei anni. La recensione.

Recensione del 13 lug 2020 a cura di Mattia Marzi

La recensione

È un ritorno sulle scene elegante e fiero, quello di Marina Rei. "Per essere felici", il nuovo album della cantautrice romana, interrompe un silenzio discografico lungo sei anni, tanti ne sono passati dall'uscita del suo ultimo lavoro, "Pareidolia", prima che la Rei iniziasse a dedicarsi anima e corpo a un'intensa attività live (che tra il 2018 e il 2019 l'ha vista pure condividere i palchi con il collega Paolo Benvegnù per il progetto "Canzoni contro la disattenzione", di cui però non resta traccia sotto forma di disco). Il successo su larga scala, che pure aveva conquistato all'inizio della sua trentennale carriera, complice anche quella "Primavera", riuscitissima cover in italiano di "You to me are everything" dei Real Thing, ha smesso di inseguirlo ormai da tempo, preferendo ai grandi numeri un percorso diverso, di scrittura e ricerca sonora, mantenendo un profilo bassissimo. Un attitudine di pensiero che ha influenzato inevitabilmente i dischi che ha inciso negli ultimi anni, da "Colpisci" a "Pareidolia", passando per "Musa" e "La conseguenza naturale dell'errore", fino ad arrivare a questo "Per essere felici": "Non servono le conferme / non serve più apparire / non serve quel che dici / non serve quasi niente / per essere felici", canta nei versi della canzone che dà il titolo all'album.

A lei, per essere felice, oggi basta fare musica insieme ai suoi fedelissimi collaboratori, quelli che da tempo la accompagnano sui palchi: Gabriele Lazzarotti al basso, Matteo Scannicchio al piano e alle tastiere, Giorgio Maria Condemi alla chitarra, Andrea Ruggiero al violino, Flavia Massimo al violoncello. E suonare insieme a qualche amico, come Gianni Maroccolo (al basso in "Per essere felici"). L'album è nato tra le pareti di casa sua, senza badare alle imperfezioni - anzi, ricercandole - rifinendo poi i brani in alcuni studi della Capitale.

Musa della scena romana (per lei hanno scritto Federico Zampaglione, Riccardo Sinigallia e il fratello Daniele, che è stato per anni il suo compagno), stimata e apprezzata da registi e cineasti (Muccino inserì "La parte migliore di me" nella colonna sonora del suo "Ricordati di me", Kim Rossi Stewart scelse "Song'je" per il suo esordio alla regia "Anche libero va bene" - senza dimenticare il Nastro d'argento sfiorato nel 2004 con "And I close my eyes", in "Fino a farti male" di Alessandro Colizzi), a venticinque anni esatti dall'uscita del suo primo album in italiano Marina Rei traccia un bilancio della sua carriera fin qui, ripensando alle scelte che l'hanno portata ad essere quella che è oggi, fuggendo da certe dinamiche della discografia per fare le cose di testa sua, anche a costo di diventare un'artista di nicchia.

Tra riflessioni sugli anni che passano e che ci portano a fare i conti con il presente ("L'occasione per conoscerci meglio") e analisi del percorso ("Per essere felici"), la cantautrice racconta i suoi anni muovendosi tra sonorità acustiche e testi intimisti e riflessivi, con la grazia e la classe di sempre.

TRACKLIST

01. Ci penso a te (02:33)
02. Bellissimo (04:43)
03. Per essere felici (03:13)
04. Comunque tu (03:26)
05. Dimenticarci (02:44)
08. Devo dirtelo (03:50)
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