«BANZAI (LATO BLU) - Frah Quintale» la recensione di Rockol

Frah Quintale non insegue più le mode e riscopre le sue radici hip hop

La recensione di "Banzai (Lato blu)", il nuovo album del rapper bresciano, ex membro del duo cult Fratelli Quintale. Tre anni dopo "Regardez moi", un disco per riscoprire le sue radici hip hop.

Recensione del 25 giu 2020 a cura di Mattia Marzi

La recensione

Sì, è vero, "Regardez moi" a riascoltarlo oggi - a distanza di tre anni dall'uscita - suona forse fin troppo paraculo e poco sincero, un mix di indie e graffiti pop perfettamente in linea con quello che era il trend in quel preciso momento ma non con i precedenti lavori di Frah Quintale, nel tentativo di finire nelle playlist giuste e vedere il proprio nome accostato a quello dei principali esponenti della (nuova) scena, da Coez (che all'inizio dell'anno aveva pubblicato "Faccio un casino", il disco della svolta) a Carl Brave e e Franco126 (alle prese con il successo di "Polaroid"). Ma Frah Quintale non è certo l'ultimo arrivato. Prima di esordire come solista, Francesco Servidei - questo il suo vero nome, classe 1989 - è stato per una decina d'anni uno dei due componenti dei Fratelli Quintale, gruppo di culto della scena hip hop italiana della seconda metà degli Anni Duemila, che partendo da Brescia conquistò un seguito sempre più importante grazie a dischi come "The reverse coconut mixtape", "One hundred", "All you can eat" e "Tra il bar e la favola", prima che le strade dei suoi membri prendessero direzioni diverse (per la cronaca: l'altra metà del duo, Merio, ha proseguito il suo percorso solista prima con l'album "Pezzi di Merio" e poi con i singoli "Madame putain", "Isola" e "Campari", appena uscito, entrando nel roster della Newco Mgmt, la società di management di Francesco Facchinetti).

Tutta questa lunga premessa per dire che se avete sottovalutato Frah Quintale dovreste forse dargli una seconda chance. Se nei pezzi di "Regardez moi" - che pure confermavano le qualità di scrittura del rapper - il suo passato lasciava il posto a un'attitudine e a uno stile più aggiornati, tra ritornelli appiccicosi e testi che strizzavano l'occhio alla cronaca della quotidianità dell'ItPop (un cambio di passo che diede i suoi frutti in termini di numeri sulle piattaforme di streaming e di biglietti venduti - "Missili", il pezzo con Giorgio Poi prodotto da Takagi & Ketra, è tornato ora in classifica dopo essere stato inserito nella colonna sonora della serie teen Netflix "Summertime"), in "Banzai (Lato blu)" Servidei riscopre le sue radici, senza paura di perdere quella fetta di pubblico conquistata negli ultimi tre anni.

Tra tributi al rap old school ("Buio di giorno" è un omaggio piuttosto esplicito al Neffa di "Aspettando il sole"), r&b, soul e falsetto ("Chanel", "Allucinazioni", con il collettivo milanese Irbis 37), Frah Quintale affina il suo stile: affiancato sempre da Ceri, già in cabina di produzione per "Regardez moi" (e qui coadiuvato da un altro produttore di punta della nuova scena, Crookers, e dal dj e polistrumentista italo-canadese Bruno Belissimo), in queste dieci tracce il rapper riparte da un piacevole neo-soul che mischia hip hop e elettronica. E recupera nei testi un'urgenza espressiva che forse in "Regardez moi" era venuta un po' a mancare: racconta le difficoltà che ha attraversato, le sue paure e le sue frustrazioni ("Quante volte ho perso il controllo e sono scivolato giù? / è più di un anno che fa buio anche di giorno, mi cerco e non mi trovo più", canta in "Buio di giorno"). Il tutto condito da un atteggiamento street, grezzo e schietto, che gli permette di piacere - a differenza di altri suoi colleghi che propongono suoni simili - non solo ai nerd e a quelli che hanno la puzza sotto il naso. Non mancano episodi più melodici e immediati ("Contento", "Amarena", che evoca le immagini di una classica estate sulla Riviera romagnola, tra discoteche e gelati - si porta avanti per la colonna sonora della seconda stagione di "Summertime", ambientata proprio tra Cesenatico, Ravenna e Rimini?), ma cambia l'attitudine: ora Frah Quintale non insegue la moda del momento, evita facili scorciatoie e sperimenta soluzioni nuove, cercando una strada tutta sua.

Il disco è la prima parte di un doppio album che verrà prima o poi completato con l'uscita del secondo volume: i mesi successivi al blocco creativo attraversato dal rapper al termine del lungo tour legato al suo album d'esordio sono stati così fecondi che Servidei non ha voluto buttar via quasi niente, lasciando lievitare ancora un po' parte delle canzoni. E c'è già una prima anticipazione del sequel: è la godibilissima "La calma", pubblicata su YouTube subito dopo l'annuncio dell'uscita del disco (creando non poca confusione tra i fan), prodotta nientemeno che da Deda dei Sangue Misto, tra le formazioni più importanti della golden age del rap italiano. Se l'obiettivo era quello di evidenziare il ritorno alle radici, è stato centrato alla grande.

TRACKLIST

02. Buio di giorno (03:03)
03. Lambada (03:59)
04. Chanel (03:08)
05. Due ali (03:51)
06. Contento (03:24)
07. Amarena (03:34)
08. Le cose sbagliate (01:42)
09. Allucinazioni (03:17)
10. Faccia della notte (02:05)
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