«CHANGESNOWBOWIE - David Bowie» la recensione di Rockol

Le canzoni di Bowie si spogliano e si trasformano, alla ricerca di una nuova vita

“ChangesNowBowie” è composto da nove brani acustici registrati nel 1996 e trasmessi dalla BBC l’anno successivo

Recensione del 20 apr 2020 a cura di Claudio Cabona

La recensione

È un David Bowie in forma smagliante quello di “ChangesNowBowie”. Ci sono brani che prendono le distanze dalle versioni originali, mantenendo i tratti caratterizzanti a livello melodico, ma mostrandosi con un nuovo abito acustico. Un trasformismo che non tradisce l’anima della canzone. “ChangesNowBowie” è frutto della registrazione di una trasmissione radiofonica andata in onda l’8 gennaio 1997 in occasione del cinquantesimo compleanno dell’artista britannico.

La BBC trasmise uno speciale con nove brani in versione inedita, registrati mesi prima, e tra una canzone e l’altra passò un’intervista a Bowie. Oggi quelle registrazioni sono diventate un album: le nove tracce, in questa pubblicazione post-mortem, non comprendono le parti di intervista e sono state registrate nel 1996 a New York durante le prove per il concerto dell’artista al Madison Square Garden. Della produzione si erano occupati lo stesso Bowie, Reeves Gabrels e Mark Plati, mentre i musicisti in studio insieme alla voce di “Heroes” erano Gail Ann Dorsey, Reeves Gabrels e Mark Plati. La copertina del disco presenta un ritratto di Bowie in bianco e nero scattato dal fotografo Albert Watson a New York nel 1996. Una curiosità: poco più di un mese dopo quella registrazione, Bowie aveva calcato il palco dell’Ariston, al Festival di Sanremo, con la sua “Little Wonder”.

Gli estremi temporali del disco sono il 1970 di “The Man Who Sold the World” e il 1991 di “Shopping for Girls”. Proprio quest’ultimo pezzo, firmato durante la militanza nei Tim Machine, è una delle fotografie più nitide dell’album, che ha l’obiettivo di spogliare le canzoni, modificandole, ma mantenendone viva l’identità. È il motivo per cui queste versioni meritano di essere ascoltate/riascoltate. Una sorta di nuova vita, figlia di un percorso e di una molteplicità di idee. In “ChangesNowBowie” è presente anche la cover dei Velvet Underground “White Light/White Heat”, il brano più potente che si distacca dall’idea fondante del progetto: qui le chitarre solcano la canzone e la rendono elettrica. La “trilogia berlinese”, famosa per la presenza di un’elettronica oscura e desolante, in questo disco è rappresentata da “Repetition”, contenuta in “Lodger”, qui perfettamente mutata secondo la visione più asciutta di Bowie. L’album si chiude con una meravigliosa “Quicksand” del 1971 in cui la voce di Bowie è ancora una volta perfetta ed emozionante, accompagnata dalla chitarra.

Oltre a “ChangesNowBowie”, uscito per il Record Store Day 2020, la Parlophone Records ha deciso di pubblicare anche le registrazioni inedite Bowie in concerto nel 1974: il progetto si intitola “I’m Only Dancing (The Soul Tour 74)”, in doppio vinile e doppio cd. Questi album si sommano ai tanti usciti dopo la morte di Bowie avvenuta nel gennaio dal 2016: in questi quattro anni raccolte o dischi celebrativi non sono certo mancati. I box sets pubblicati postumi affrontano diverse epoche del Duca Bianco: “Who Can I Be Now? (1974–1976)”, “A New Career in a New Town (1977–1982)”, “Loving the Alien (1983–1988)”, “Spying Through a Keyhole”, “Clareville Grove Demos”, “Conversation Piece”. Sul fronte compliation, invece, sono stati pubblicati “Legacy”, che è un greatest hits, e “The 'Mercury' Demos”.

TRACKLIST

05. Lady Stardust - ChangesNowBowie Version (03:32)
06. The Supermen - ChangesNowBowie Version (03:12)
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