«IS IT WHAT IT IS - Thundercat» la recensione di Rockol

Thundercat più intimista e accessibile che riflette su dolore e perdita

Il bassista losangelino Stehen Bruner in arte Thundercat con questo suo quarto lavoro ci offre un disco più coeso e maturo. Tra space jazz e fusion, con un paio di brani dedicati all'amico scomparso Mac Miller. Produce come sempre Flying Lotus.

Recensione del 03 apr 2020 a cura di Michele Boroni

Voto 8/10

La recensione

Thundercat ormai è diventato un marchio di fabbrica e un nome importante che tiene unito l'r&b più sperimentale, il funk un po' storto, l'hip-hop più evoluto, insieme allo space-jazz, alla fusion e a quell'universo sonoro molto seventies che sta tra il blue eyed soul e il yacht rock. 
Dietro Thundercat ovviamente c'è Stephen Bruner, virtuoso e versatile bassista losangelino e personaggio bizzarro che prima con il fratello e il gruppo punk rock dei Suicidal Tendencies, poi con le sue collaborazioni con Erykah Badu, Kendrick Lamar, Flying Lotus e i suoi lavori solisti è riuscito a farsi spazio e a lasciare il segno sulle produzioni black degli ultimi dieci anni.


Lo avevamo lasciato nel 2017 con “Drunk”, disco mirabile, estremamente eclettico e folle che lo aveva fatto conoscere a un pubblico più vasto, lo ritroviamo oggi con questo “It is what it is” decisamente più accessibile, coeso e maturo. Anche in questo caso è Flying Lotus a produrre per la sua etichetta Brianfeeder, ma la sua impronta qui è meno evidente per fare spazio al lato vulnerabile e oscuro di Bruner che si ritrova a riflettere sul dolore della morte, ispirato da una contemplazione intimista più profonda.
Il disco inizia con due tracce che ci fanno piombare nel pieno space jazz con la sua psichedelica voce in falsetto che fluttua tra cori angelici, i soliti vorticosi giri di basso in primo piano, synth e un intricato solo di sax di Kamasi Washington in sottofondo che riportano al suo monumentale “The Epic”.
Qui però sono poche le canzoni che superano i tre minuti: ci sono episodi come “I love Louis Cole” con doppio tempo di batteria che ricordano gli esordi con i Suicidal Tendencies e “Miguel's Happy Dance” dove Bruner canta ironicamente “It’s gonna be alright… just do the fucking dance” tra synth anni 80. Ci sono poi i singoli che ci hanno tenuto compagnia nei mesi scorsi: “Black Squails” pezzo intergenerazionale con il passato rappresentato dal leggendario Steve Arrington, il presente Childish Gambino e il giovane Steve Lacy sui sensi di colpa che arrivano con il successo, e l'accattivante “Dragonball Durag” accompagnato da un video che comunica il lato folle di Thundercat. La crepuscolare “King of the hill” frutto della collaborazione con i BADBADNOTGOOD era già stata pubblicata nel 2018, ma si inserisce perfettamente all'interno nel disco. 
Ma il centro di “It is what it is” è rappresentato sicuramente da “Fair Chance” e dal brano conclusivo che dà il nome al disco: entrambi sono le tracce più introspettive dedicate alla scomparsa di Mac Miller che non solo aveva aveva collaborato con Thundercat ma con il quale era nata una solida amicizia: “Fair Chance” è un pezzo riflessivo dove Thundercat cerca di trovare argomenti e pensieri per superare questa perdita e anche la voce di Ty Dolla $ign senza l'ingombrante autotune appare decisamente carica di sentimento. La traccia finale “It is what it is” accompagnato dalla chitarra del talentuoso Pedro Martins è una meravigliosa ballad eterea dedicata a Mac Miller con una seconda parte di prog jazz che piacerà non poco ai fans dei Weather Report. 
“It is what it is” è un viaggio di 40 minuti nell'universo sonoro di Thundercat che sarà apprezzato dall'appassionato di neo-soul e r&b come da un jazzofilo per la qualità delle composizioni e dei musicisti coinvolti, ma anche per l'umanità che traspare dietro la tecnica sopraffina.  

TRACKLIST

02. Innerstellar Love (02:41)
03. I Love Louis Cole (03:24)
04. Black Qualls (03:09)
06. How Sway (01:14)
07. Funny Thing (01:56)
08. Overseas (01:28)
09. Dragonball Durag (03:01)
10. How I Feel (01:08)
11. King Of The Hill (02:51)
12. Unrequited Love (03:14)
13. Fair Chance (03:57)
14. Existential Dread (00:51)
15. It Is What It Is (05:02)
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2021 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.