«MALTEMPO - Bipuntato» la recensione di Rockol

Il pop malinconico di Bipuntato, la nuova voce femminile della #scenaromana

Synth nostalgici, mood bubble wave, disastri emotivi e i incidenti esistenziali: benvenuti nel mondo di B. La recensione del suo album d'esordio.

Recensione del 17 mar 2020 a cura di Mattia Marzi

Voto 7/10

La recensione

Ci sono almeno tre buoni motivi per parlare dell'album di debutto di Bipuntato (o B., se preferite). Il primo: è un bel disco. Il secondo: "Della notte", uno dei singoli che lo hanno anticipato, seppur sottovalutatissimo (il video su YouTube conta poco più di 7mila views, doh), è una delle cose più belle prodotte dalla #scenaromana dai tempi di "Cosa mi manchi a fare" (e sono passati cinque anni, incredibile ma vero). Il terzo: in una scena dominata da figure maschili, è bello ascoltare anche una voce femminile, una volta ogni tanto (e sì, dovrebbe succedere più spesso).

Il nome di B. ha iniziato a circolare tra i seguaci della nuova canzone romana nel 2018, quando Beatrice Chiara Funari - questo il suo vero nome - è comparsa tra gli ospiti di "Notti Brave" di Carl Brave. Era sua la voce femminile in "E10" e "Scusa", tra le tracce più intimiste dell'album che ha lanciato la carriera solista del cantautorapper trasteverino dopo il sodalizio con Franco126 per "Polaroid". Da lì in poi, una serie di singoli che - suonati in apertura dei concerti nella Capitale di nomi di punta dell'ItPop e inseriti nelle playlist di tendenza - le hanno permesso di farsi conoscere anche fuori dalla Capitale (e di arrivare ad esibirsi come ambasciatrice italiana allo Sziget Festival di Budapest, la scorsa estate): da "Bombe" a "Della notte", passando per "Berretti" e Bestia".

Registrato in parte allo Studio Nero di Valerio Errico e Marta Venturini (luogo culto del cantautorato romano contemporaneo - lì è nato "Mainstream" di Calcutta, per dire), "Maltempo" fonde il pop malinconico diventato il minimo comune denominatore dei dischi degli esponenti della scena ("Circostanze", "Lascia stare") a un r&b elegante che a tratti ricorda certe cose di Giorgia, tanto per restare a Roma ("Meteo", "Previsioni"). La produzione è di Valerio Ebert (attivissimo nel sottobosco dell'elettronica con progetti come Might at Night, One Million Circuits, CØA, HatGuy), che ha dato alla scrittura intimista di Bipuntato un vestito sonoro che le calza a pennello, tra synth nostalgici e mood bubble wave.

È intorno alle atmosfere crepuscolari di "Della notte" che sembrano ruotare le altre sei canzoni del disco (e c'è anche una strumentale, "Bruma"), con quel videoclip ambientato tra piazza Bologna e la piazzetta di San Lorenzo, epicentro della movida universitaria capitolina. Ci sono i ragazzi che schiamazzano sullo sfondo e poi c'è Beatrice che in primo piano canta tutta la sua canzone quasi come se avesse intorno a sé una bolla d'aria isolante, con quei sintetizzatori e quelle tastiere in puro stile M83 che accompagnano la sua voce e la sua malinconia. È l'immagine perfetta per raccontare questo album d'esordio, che vede B. vede mettere i suoi disastri emotivi e i suoi incidenti esistenziali, senza urlare e senza fare troppo rumore, invitandoci ad entrare nella sua bolla. Un consiglio, se siete sentimentali: preparate i fazzoletti ed evitate di ascoltarlo nei giorni di pioggia, per non consumarne più di un pacchetto.

TRACKLIST

01. Circostanze (02:45)
02. Meteo (02:47)
03. Cassetti (02:51)
04. Maltempo (02:37)
05. Della notte (02:44)
06. Previsioni (02:14)
07. Bruma (01:22)
08. Lascia stare (03:21)
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