«FANTASIA - Testaintasca» la recensione di Rockol

Fuori dall'hype dell'ItPop, con lo zampino di Contessa: tornano i Testaintasca

Dopo sei lunghissimi anni di silenzio discografico, torna la band dei fratelli Fabio e Giorgio Conte. E si affida al padre (involontario) dell'ItPop, ma senza scimmiottare Calcutta e i Thegiornalisti. La recensione.

Recensione del 06 mar 2020 a cura di Mattia Marzi

Voto 6/10

La recensione

Se non siete romani e se non avete seguito negli ultimi anni le varie vicende legate alla famigerata scena romana, il nome dei Testaintasca non vi dirà probabilmente un bel niente. I motivi sono almeno un paio. Il primo: l'album d'esordio della band capitanata dai fratelli Fabio e Giorgio Conte, "Maledizione!", uscì all'inizio del 2014, quando Roma non aveva ancora attirato su di sé le attenzioni di giornalisti, promoter, talent scout, a&r e major e dal punto di vista musicale non era altro che un enorme sottobosco (nonostante ci fosse parecchio fermento artistico: I Cani di Niccolò Contessa avevano già pubblicato il loro "Sorprendente album d'esordio" e "Glamour", i Thegiornalisti di Tommaso Paradiso dopo "Vol.

1" e "Vecchio" si apprestavano a dare alle stampe "Fuoricampo" e Calcutta - non ancora nel roster di Bomba Dischi - aveva già inciso l'ormai leggendario "The Sabaudian tape" e il suo primo album "Forse.". Senza dimenticare tutti gli altri artisti che - nell'era pre-Spaghetti - facevano la spola tra Le Mura e il Circolo degli Artisti, dove serate come "La tua fottuta musica alternativa" permettevano a band come i Mary in June, i Quartieri o i Bamboo di farsi conoscere da un pubblico che non era esattamente quello che oggi ascolta "Non avere paura" di Tommaso Paradiso). Il secondo: dal 2014 i Testaintasca hanno fatto perdere praticamente ogni loro traccia, restando a guardare mentre gli altri salivano sul treno dell'ItPop direzione Milano, la città delle major. Chissà cosa sarebbe successo se anche loro si fossero buttati nella mischia: probabilmente a quest'ora riempirebbero arene e palasport (ad ascoltare le canzoni dell'album d'esordio, le premesse c'erano tutte), con il loro frontman - che nel frattempo sarebbe diventato un idolo del pubblico femminile - invitato in tv a dispensare giudizi in qualche talent show. Invece a distanza di sei anni la band romana si ritrova praticamente al punto di partenza, con un disco - questo "Fantasia" - che rappresenta a tutti gli effetti un nuovo esordio.

Rimasti in due dopo l'uscita dal gruppo del bassista Valerio D'Ambrosio e del batterista Pietro Guiso, Fabio e Giorgio hanno continuato a scrivere e a registrare canzoni, intenzionati a portare avanti il loro progetto senza grosse aspettative. La vera svolta è arrivata quando Niccolò Contessa, legato ai Testaintasca da una lunga amicizia (nel 2013 la band aprì alcune date del tour de I Cani in supporto a "Glamour"), ha accettato di partecipare alle lavorazioni del disco, producendolo. Il padre putativo dell'ItPop, colui il quale con "I pariolini di diciott'anni" nel 2010 lanciò involontariamente quella new wave italiana che negli anni successivi avrebbe visto crescere ed evolversi, prima di prenderne le distanze, al servizio di una band che si tirò fuori dai giochi proprio nel momento in cui quella scena esplose: tutto torna.

Negli undici pezzi di "Fantasia" c'è molto più Contessa che Testaintasca. Se avevate apprezzato i suoni dell'album d'esordio della band, quel mix tra pop-rock Anni '60 e Britpop Anni '90, non aspettatevi di ritrovare le stesse atmosfere in questa manciata di canzoni. Chi ha ascoltato le cose fatte da Niccolò Contessa negli ultimi anni, dall'uscita di "Aurora" (ad oggi l'ultimo disco de I Cani) alla produzione dell'album dell'ex Tauro Boys Tutti Fenomeni, passando per Coez, rintraccerà piuttosto in "Fantasia" tracce di quelle produzioni, tra synthpop ("Calmo", "Come si fa") e cantautorato non tradizionale ("Fottuto dall'amore", "Poi"). Meno chitarre elettriche e bassi, insomma, più tastiere e sintetizzatori, all'insegna di sensazioni Anni '80 - ma senza scadere nell'ennesimo scimmiottamento dei Thegiornalisti.

Cambia il vestito sonoro, ma la scrittura dei Testaintasca resta sempre la stessa: le loro canzoni sono perfetti inni pop, da cantare in coro sotto ai palchi (difficile, di questi tempi - ma arriveranno giorni migliori), abbracciando amici e fidanzate. "Siamo stanchi, a malapena ormai riusciamo a riconoscerci / ma siam sempre quelli del 2014 / quando la musica ci piaceva tanto", cantano loro in "Siamo a pezzi", autocitandosi (il riferimento è a "La musica mi piace tanto", uno dei pezzi di "Maledizione!"), nel singolo con il quale la scorsa primavera hanno rotto il lungo silenzio discografico offrendo una prima anticipazione del nuovo album. E chissà che puntando sulla nostalgia non riescano a richiamare i transfughi dell'ItPop.

TRACKLIST

01. Fantasia (03:15)
02. Fottuto dall'amore (03:23)
03. Siamo a pezzi (04:04)
04. Poi (03:52)
05. Leggero (02:42)
06. Come mi vuoi tu (03:51)
07. No (03:32)
08. Calmo (02:40)
09. Fulvio (03:29)
10. Come si fa (03:38)
11. Convinzioni (03:43)
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