«DIAMANTI E FANGO - Grido» la recensione di Rockol

"Diamanti e fango": Grido racconta gli alti e i bassi della vita

Nel suo terzo album da solista, a 8 anni dal primo "Io Grido", l'ex frontman dei Gemelli Diversi mostra una nuova maturità

Recensione del 23 nov 2019 a cura di Riccardo Primavera

La recensione

Sebbene nel 1998 Grido militasse già in un duo, sotto il nome di Rima nel Cuore, il primo ricordo che molti hanno del rapper milanese classe '79 risale al tempo dei Gemelli Diversi. Il gruppo, che ha firmato ben 7 album e ottenuto moltissime certificazioni - disco di platino l'omonimo album d'esordio "Gemelli DiVersi", doppio disco di platino il successivo "Fuego", disco di platino "Reality Show" - e riconoscimenti importanti - tra cui il Best Italian Act agli MTV Europe Music Awards del 2003 -, ha scritto infatti pagine importantissime del rap e del pop rap italiano nei primi anni del nuovo millennio, diventando un fenomeno nazionalpopolare dalla portata enorme. Dopo aver partecipato anche al Festival di Sanremo, tornando poi in studio per incidere altri album, Grido ha però deciso di uscire dal gruppo, per dedicarsi principalmente alla propria carriera solista. Il risultato di questa scelta sono stati tre album: "Io Grido" nel 2011, "Segnali di fumo" nel 2017 e, prodotto dall'etichetta Willy L'Orbo e distribuito da Sony Music, "Diamanti e fango", in chiusura di 2019. 

Dopo aver collaborato in carriera con molti artisti - provenienti sia dal mondo del rap, com Caneda, Tormento o Shade, sia dal mondo del pop, come Eros Ramazzotti o Marco Masini -, Grido ha selezionato con cura i cinque featuring presenti in "Diamanti e fango", abbracciando diversi stili e sonorità. Nella tracklist compaiono infatti Il Cile - presente in "Qualcosa di buono", singolo che ha anticipato il disco -, il fratello J-Ax, Nerone, Sewit e Sergio Sylvestre. Le produzioni invece, di stampo urban e dalle molteplici sfumature, sono state realizzate da un team che annovera Roofio, Shorty Shok, Kermit e Mastermaind.

Sin dai primi successi firmati Gemelli Diversi, era evidente la capacità di Grido di mescolare elementi rappati con altri melodici, una combinazione da sempre funzionante in America, ma che nei primi anni del rap italiano veniva bistrattata, soprattutto dagli appassionati più viscerali. Oggi però le cose sono cambiate, il pubblico si è allargato e l'approccio a questo tipo di produzione è diventato decisamente più favorevole: il pop è confluito nel rap e viceversa, con risultati spesso interessanti. Grido torna quindi in un mercato diverso da quello dei suoi inizi, ma lo fa riproponendo una formula in cui rappato e cantato sono in equilibrio, si alternano e si esaltano a vicenda. Le voci de Il Cile, Sewit e Sergio Sylvestre rafforzano infatti il potenziale evocativo di brani intensi, dalla spiccata natura emotiva e personale, mentre la strofa di Nerone rende molto più incalzante e divertente "Antistress"; ancora, in "Stelle cadenti" sia Grido che J-Ax danno prova di una scrittura adulta, affiancata da un ritornello catchy. In questo mix ben dosato si trovano tutti gli elementi tipici della produzione di Grido: dai brani più leggeri a quelli più impegnati, da quelli introspettivi a quelli che raccontano la realtà che lo circonda, passando per i pezzi più spensierati e ironici, l'artista milanese in "Diamanti e fango" ha inserito il proprio mondo a 360 gradi. Qualcuno non ha mai digerito l'uscita di Grido dai Gemelli Diversi, ma la sua musica non ne ha risentito: in questo album c'è tutto quello che ha sempre contraddistinto i suoi lavori, declinato però in maniera più matura, cioè attraverso gli occhi di un rapper di quarant'anni.

TRACKLIST

01. A testa alta (03:27)
02. Qualcosa di buono - feat. Il Cile (03:32)
03. Isola (I need love) (03:09)
05. Tutto normale (02:48)
07. Antistress - feat. Nerone (03:09)
08. Diamanti e fango - feat. Sewit (03:40)
09. Tutti i colori (03:15)
10. Un classico (03:11)
11. So Free - feat. Sergio Sylvestre (03:18)
12. Menomale (03:06)
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