«GOD IN THREE PERSONS (PRESERVED EDITION) - Residents» la recensione di Rockol

Dall'archivio dei Residents, una storia malatissima...

Ristampa expanded per il disco della band concepito - nel 1988 - appositamente per il nuovo formato CD dell'epoca

Recensione del 31 ago 2019 a cura di Daria Croce

La recensione

Gli anni Ottanta, edonismo stereotipato e yuppismo senza limitismo a parte, sono stati un decennio di cambiamenti non trascurabili. In campo di tecnologia musicale, ad esempio, hanno segnato l’avvento del CD. Un supporto salutato come rivoluzionario, eterno, comodo, capace di offrire una definizione e una qualità fino a quel momento impensate (ci sarebbero voluti una trentina d’anni circa per realizzare che era più o meno tutta fuffa, ma questa è un’altra storia).

E i misteriosi Residents all’arrivo del CD reagiscono tentando di assimilare il nuovo supporto e di implementarlo nel proprio discorso artistico-concettuale-musicale. Già, perché il dischetto digitale implica un mutamento di prospettiva radicale: non esistono più lato A e lato B, la musica può fluire in un continuum temporale e sonoro per un’ora o più – e senza pause per girare il disco.

È proprio così, con il CD in mente, che nasce questo “God In Three Persons”: un concept album ambizioso e provocatorio, costruito sulla storia della nascita e dello sviluppo di una liaison malata che vede protagonisti un uomo che ha perduto la moglie e una coppia di giovanissime gemelle siamesi. Un vedovo dalla psiche vacillante e una coppia di freak emarginate, per farla breve. Tematiche torbide, malate, in cui il sesso sguazza nei meandri più reconditi e luridi della psiche umana.

Tutto questo impianto narrativo si regge su una struttura musicale dall’impronta (proto)elettronica, in cui l’elemento vocale è spesso vicino allo spoken word, piuttosto che al cantato più tradizionalmente inteso. Insomma, un album non semplice, in cui i Residents alzano ulteriormente l’asticella verso un campo ancora da esplorare e conquistare.

La nuova ristampa su Cherry Red (in un box da 3 CD) comprende – oltre all’album originale – anche due dischetti di pezzi bonus rari e/o inediti (principalmente versioni strumentali dei brani dell’album) e, per buona pesa, una suite lunga 23 minuti di cui nemmeno la band ricordava l’esistenza… il titolo è “Knot In A Million Years” e originariamente era stata accantonata.

Per veri completisti e fan dei Residents, una manna dal cielo.

TRACKLIST

#1
01. Main Titles (God in Three Persons) (03:49)
02. Hard and Tenderly (04:34)
03. Devotion? (03:18)
04. The Thing About Them (04:17)
05. Their Early Years (04:37)
06. Loss of a Loved One (04:47)
07. The Touch (03:29)
08. The Service (04:58)
09. Confused (By What I Felt Inside) (04:33)
10. Fine Fat Flies (04:24)
11. Time (01:15)
12. Silver, Sharp and Could Not Care (03:02)
13. Kiss of Flesh (09:32)
14. Pain and Pleasure (04:43)
15. Double Shot (Of My Baby's Love) (03:54)
16. G3p Over (09:56)

#2
01. Main Titles (God in Three Persons) - Instrumental (03:38)
02. Hard and Tenderly - Instrumental (03:45)
03. The Thing About Them - Instrumental (03:21)
04. Their Early Years - Instrumental (02:42)
05. Loss of a Loved One - Instrumental (03:09)
06. The Touch - Instrumental (02:11)
07. The Service, Pt 1 - Instrumental (02:56)
08. The Service, Pt 2 - Instrumental (01:32)
09. Confused (By What I Felt Inside) - Instrumental (04:35)
10. Kiss of Flesh - Instrumental (09:22)
11. Pain and Pleasure - Instrumental (02:08)
12. Knot in a Million Years (22:58)

#3
01. Main Titles (God in Three Persons) - Demo (03:19)
02. Devotion? - Demo (02:50)
03. The Thing About Them - Demo (04:10)
04. Loss of a Loved One - Demo (03:30)
05. The Touch - Demo (02:03)
06. The Service - Demo (03:54)
07. Confused (By What I Felt Inside) - Demo (03:19)
08. Loss of a Loved One - Extended (05:42)
09. Holy Kiss of Flesh - Single Mix (16:05)
10. Land of 1000 Dances/Double Shot (13:13)
11. Their Early Years - Live (05:18)
12. Hard and Tenderly - Live (05:13)
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