«THE LION KING: THE GIFT - Beyoncé» la recensione di Rockol

"The Lion King: The Gift" un ponte tra Africa e r&b. Grazie a Beyoncé.

Con questo disco Beyoncé si conferma oltre che una grande cantante anche una straordinaria produttrice e catalizzatrice di talenti, mettendo insieme il suono di oggi, quello Disney e i migliori talenti della scena africana. Un disco importante.

Recensione del 27 lug 2019 a cura di Michele Boroni

La recensione

Nel 1994 uscì il cartone animato musicale The Lion King, nel pieno rinascimento Disney, e fu un successo clamoroso. L'ambientazione era chiaramente africana ma allora nessuno ebbe da ridire che le canzoni fossero firmate e cantate dal caucasico Elton John senza alcun riferimento specifico a suoni africani. 
Nel 2019 lo scenario è piuttosto cambiato, il vero mainstream oggi è afroamericano e la regina del pop Beyoncé, in vista della riedizione del film in versione live action, ha deciso quindi di occuparsi della produzione della colonna sonora ispirata al film (lo score è in realtà sempre composto da Hans Zimmer, come il precedente) coinvolgendo ovviamente sé stessa, ma anche un nutrito gruppo di superstar africane oltre che al marito, Kendrick Lamar, Childish Gambino, Major Lazer e Pharrell, tra gli altri.
Il risultato è questo lungo “The Lion King: The Gift”, 54 minuti per 27 tracce, compresi brani del film con le recitazioni di James Earl Jones e Donald Glover.
Dobbiamo dire che Beyoncé ha fatto un gran lavoro mettendo insieme le istanze di Disney (il singolo “Spirit”, l'iniziale “Bigger”, la ballatona “Otherside”), la scena dei Carters & friends, ma soprattutto creando un ponte e un'occasione di visibilità per alcuni delle star africane, ma sconosciute in occidente, come WizKid, Shata Wale, Tiwa Savage e Burna Boy. 
“Don't Jealous Me” potrebbe diventare un perfetto pezzo estivo, mentre la sensuale “Ja ara e” cantata da Burna Boy è un reggaeton pop prodotto splendidamente. Beyoncé fa bene a fare un passo indietro nelle tracce caratterizzate dai poliritmi  africani, ma quando decide di partecipare, scatta e ruggisce tra rap e canto, trasudando personalità e stile. E' il caso di “My power”, forse il brano più rappresentativo e notevole dell'intero disco e che mostra anche il talento puro di Tierra Whack che avevamo già notato nel disco di Flying Lotus e di cui sentiremo parlare nei prossimi mesi. 
Paradossalmente i pezzi meno d'impatto sono quelli  con le superstar Kendrick Lamar (la cupa “Nile”) e Jay Z + Childish Gambino (“Mood 4 eva”) dove invece svetta come una regina Beyoncé. In “Brown Skin Girl”, altra traccia notevole, li raggiunge anche la piccola Blue Ivy Carter tra Saint Jhn e Wizkid.
Insomma, questo “The Lion King: the gift” è un disco notevole e importante, un ulteriore passo avanti rispetto alla colonna sonora ispirata a Black Panther di Kendrick Lamar, sottolineando il momento d'oro che sta vivendo la musica afroamericana grazie alla grande capacità che ha oggi di intrattenere, fare ricerca e far scoprire nuovi scenari. E Beyoncé qui si conferma davvero la più brava di tutti. 

TRACKLIST

01. balance (mufasa interlude) (00:43)
02. BIGGER (03:46)
03. the stars (mufasa interlude) (00:46)
04. FIND YOUR WAY BACK (02:42)
05. uncle scar (scar interlude) (00:13)
06. DON'T JEALOUS ME (02:35)
07. danger (young simba & young nala interlude) (00:16)
08. JA ARA E (03:10)
09. run away (scar & young simba interlude) (00:29)
10. NILE (01:47)
11. new lesson (timon, pumbaa & young simba interlude) (00:53)
12. MOOD 4 EVA (04:32)
13. reunited (nala & simba interlude) (00:08)
14. WATER (02:32)
15. BROWN SKIN GIRL (04:08)
17. KEYS TO THE KINGDOM (03:18)
18. follow me (rafiki interlude) (00:31)
19. ALREADY (03:42)
20. remember (mufasa interlude) (00:45)
21. OTHERSIDE (03:39)
23. MY POWER (04:19)
24. surrender (simba & scar interlude) (00:14)
25. SCAR (03:06)
26. i'm home (mufasa, sarabi & simba interlude) (00:42)

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