Recensioni / 10 mag 2019

J.J. Cale - STAY AROUND - la recensione

Il canzoniere segreto di J.J. Cale

Quindici canzoni inedite che ci ricordano la grandezza e la classe di un cantautore che non amava le luci della ribalta.

Voto Rockol: 4.0/5
Recensione di Paolo Panzeri
STAY AROUND
Ims-Caroline Int. Li (CD)

Era il 26 luglio 2013 quando J.J. Cale ci ha lasciato. A portarselo via, un infarto. Aveva 74 anni, neanche poi molti. Artista davvero schivo e riservato, in vita non ha pubblicato moltissimo, una quindicina di album e – con tutto il grande rispetto che merita – buona parte della sua fama e del suo successo è da ascrivere ad Eric Clapton (ma anche ai Lynyrd Skynyrd, “Call Me the Breeze” è sua), che ha ripreso, interpretato e dato lustro a due canzoni da lui scritte, “Cocaine” e “After Midnight”. Intendiamoci, anche Clapton (e i Lynyrd Skynyrd) ebbe a giovarsi della bellezza di queste due canzoni, pur mettendoci molto del suo.

Eric e John si piacevano ed ebbero anche modo di lavorare insieme con buon profitto. Nel 2006, infatti, pubblicarono “The Road to Escondido”, disco per lo più scritto proprio da Cale, che si aggiudicò il prestigioso Grammy nella categoria ‘Best Contemporary Blues Album’. Clapton aveva una stima davvero infinita per Cale, e già un anno dopo la sua scomparsa gli tributò tutto il grande affetto pubblicando “The Breeze, an appreciation of JJ Cale”, un album omaggio nel quale coinvolse un manipolo di big della musica: Willie Nelson, Mark Knopfler, Tom Petty, John Mayer, solo per citare i più noti di una lunga lista. Insomma, tra i due esisteva un rapporto davvero stretto e speciale.

A distanza di quasi sei anni dalla sua scomparsa, viene ora pubblicato il primo album postumo di J.J. Cale, “Stay Around”. Un disco composto da 15 brani inediti, tutti prodotti e firmati dallo stesso Cale e scelti con cura dalla moglie, la musicista Christine Lakeland, e dal suo amico-manager Mike Kappus. Per la precisione, tutti i brani sono firmati da lui tranne “My Baby Blues”, canzone scritta dalla Lakeland che è anche la prima canzone che suonarono insieme quando si conobbero nel 1977.

I dischi postumi sono sempre delle brutte ‘bestie’. Il rischio che corre chi mette mano al repertorio inedito di questo o quell’artista è quello di snaturare l’eredità artistica con delle scelte sbagliate oppure, forse peggio, quello di mettere sul mercato un prodotto che profuma (o puzza, vedete voi) di mera operazione commerciale senza alcun intendimento artistico indispettendo il pubblico. “Stay Around”, da questo punto di vista, non corre rischi. La attenta supervisione della moglie consegna ai fan – ma anche agli amanti della musica - un disco che si merita convinti applausi e ripetuti ascolti. Del resto sarebbe comunque difficile ‘sporcare’ il repertorio di Cale, che possedeva classe e delicatezza e una capacità di scrivere canzoni davvero rara. Tutte queste doti sono rimaste intatte in “Stay Around”.

Di “Stay Around” la stessa Lakeland ha dichiarato di non avere modificato in alcun modo le canzoni scelte per essere incluse nell’album perché voleva che giungesse all’ascoltatore la pura essenza dello spirito di J.J. Cale e, soprattutto, tutta la sua umanità. Ora che l’album è nelle nostre mani, siamo grati a Christine per questa gentilezza e vogliamo confermarle che il suo obiettivo è stato raggiunto: “Stay Around” è un disco che va diretto al cuore dell’arte di Cale, è ben rappresenta un musicista che ha sempre preferito e pensato che dovessero essere le sue canzoni a rappresentarlo e non l’esatto opposto. Più che un album, è un bel regalo.

TRACKLIST

01. Lights Down Low - (02:20)
02. Chasing You - (04:26)
03. Winter Snow - (03:25)
04. Stay Around - (04:42)
05. Tell You 'Bout Her - (03:45)
06. Oh My My - (01:51)
07. My Baby Blues - (03:04)
08. Girl Of Mine - (03:02)
09. Go Downtown - (03:32)
10. If We Try - (02:49)
11. Tell Daddy - (03:24)
12. Wish You Were Here - (02:45)
13. Long About Sundown - (02:48)
14. Maria - (03:38)
15. Don't Call Me Joe - (03:01)