«MY SONGS - Sting» la recensione di Rockol

Sting rivista il suo canzoniere in "My songs"

Non il solito "Greatest hits": canzoni aggiornate e reincise, sia dei Police che del periodo solista. Sting le ha rese più "contemporanee", con una maggiore enfasi sulla sezione ritmica, ma senza stravolgerle.

Recensione del 27 mag 2019 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Sting lo dice fin dal titolo: "Sono le mie canzoni". "My songs" è un'operazione davvero particolare: è un greatest hits che non è un greatest hits, ed è una rielaborazione del repertorio che non stravolge gli originali.

In "My songs" ci sono 19 brani, di cui 14 in nuove versioni di studio, e 5 dal vivo, con "Fragile" presente due volte. Arrivano da tutto il repertorio pop-rock di Sting: 10 dal catalogo dei Police, e 9 da quello solista di Sting - fino a "Brand new day" del '99 - sono rimasti fuori, inevitabilmente, tutti i progetti particolari della sua carriera che sono seguiti a quell'album. 

Delle 14 canzoni in studio, 7 sono state reincise completamente (sei dei Police, più "Shape of my heart"), mentre le altre sono le versioni originali rivistate con nuovi suoni e con nuove parti vocali. Come dice lo stesso Sting: "La mia vita in canzoni. Alcune di queste ricostruite, altre ristrutturate, altre ancora dotate di una nuova cornice, tutte comunque con un focus contemporaneo”.

Non c'è quasi nulla di stravolto, insomma: se ascoltate "Every breath you take" la troverete praticamente identica originale nella struttura, con qualche dettaglio variato. C'è una maggiore enfasi sulla sezione ritmica, in questa canzone, così come in quasi tutto il disco: la batteria più avanti nel mix, o in altri casi ("Walking On The Moon" e "Can't Stand Losing You") è il basso ad essere più evidente.

Nelle canzoni soliste c'è qualche sfumatura sintetica in più, sempre nella parte ritmica: in "Fields of gold", per esempio, c'è un colore elettronico maggiore in sottofondo. Gli unici due brani che suonano diversi - non nella struttura ma nei suoni - sono "If You Love Somebody Set Them Free" e "Demolition man". La prima ha una grande enfasi sulla ritmica che sposta la canzone verso territori funky-dance (una dimensione già presente nella versione originale, ma non così forte): a tratti sembra una canzon degli Chic. La seconda, rispetto alla versione dei Police, ha una maggiore enfasi sulle chitarre elettriche, diventando quasi hard-rock.

Funziona? Dipende da cosa vi aspettate. Se vi aspettate canzoni completamente rivisitate, meglio andare su altri album della discografia, come "All this time" (live acustico del 2001) o "Symphonicities", dove il repertorio venne rivisitato con la Royal Philharmonic Orchestra. Se cercate un greatest hits, "My songs" contiene le canzoni più note di uno degli artisti più amati degli ultimi decenni. Sting ha scelto di aggiornarle, senza tradirle.

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