Recensioni / 07 dic 2018

Diaframma - L'ABISSO - la recensione

Il ritorno dei Diaframma

Nuovo album per Fiumani e i suoi Diaframma

Voto Rockol: 3.5 / 5
L'ABISSO
Diaframma Records (CD)

di Andrea Valentini e Daria Croce

Si sente sull’orlo di un abisso, Federico Fiumani, ed evoca questa sensazione col titolo del ventesimo album griffato Diaframma (come diceva una vecchia pubblicità anni Settanta: “un nome, un marchio, una garanzia”, in ambito rock virato new wave made in Italy). Fortunatamente, però, questo abisso – che nella fattispecie, come ha spiegato Fiumani stesso, è il raggiungimento delle 60 primavere, fra un anno e mezzo – ha ispirato una manciata di brani tutt’altro che deprimenti, pesanti o farraginosi. Anzi.

A dispetto dei temi esistenziali trattati nei testi e delle riflessioni non sempre a base di rose e fiori, infatti, le atmosfere evocate sono spesso all’insegna di un cantautorato agrodolce e romantico, con tocchi punk/wave e la tradizione di certi suoni anni Sessanta tutti italiani, un po’ beat (anzi “bit”), nel DNA. Musica che a modo suo “prende”, invita anche a canticchiare riff e ritornelli, emoziona senza incupire. Insomma, la maturità porta anche la necessità di smussare le asperità e lasciarsi alle spalle la tendenza a calcare la mano sugli aspetti più plumbei, lasciando spazio a toni variegati, che oscillano fra la calda nostalgia, l’ironia e la lucida presa di coscienza.

Per citare le parole di Fiumani in una recente intervista: “Paradossalmente mi sento molto più leggero adesso degli anni Ottanta. A vent’anni hai un sacco di pesi sulle spalle, l’incertezza del futuro, le aspettative che gli altri hanno su di te. Adesso che ne ho 58 tutte queste cose non ci sono più, per cui paradossalmente mi sento infinitamente più leggero adesso di quando ero giovane. Mi diverto anche molto di più devo dire”.
E si sente. Perché in tutto questo c’è spazio per una coppia di tracce squisitamente punkettone, come “L’impero del male” e la trascinante “I ragazzi stanno bene” – che riprende, ovviamente, il titolo del classico degli Who. Ma colpisce anche il mood senza tempo di due pezzi come “Così delicata” (una ballata rotonda e melodica a presa rapida) e “Non posso separarmi da te” (una canzone d’amore rock-pop raffinata, che esplode in un ritornello esuberante).

Insomma, dopo un lustro in cui il nome Diaframma è stato legato al giro delle ristampe e della riscoperta del catalogo, Fiumani lo riporta sulla mappa dimostrando di avere ancora benzina e fuoco a sufficienza per regalare ottime canzoni/emozioni. Lui stesso ha detto, pochi giorni fa: “Non ci avevo mai pensato, fare il musicista tutta la vita era impensabile, quasi un tabù. Venivo da una famiglia di professori e pensavo che il mio destino fosse quello... tanto è vero che mi sembra che la vita vera, la mia, non sia ancora incominciata”. Ecco, probabilmente la chiave è proprio questa: se quella vita “vera” (vera per gli altri) fosse mai cominciata, non avremmo avuto né Diaframma, né Fiumani. Quindi ringraziamo che sia andata così, con buona pace di chi si accontenta e abbassa la guardia di fronte alla normalità indotta.