«SHINY AND OH SO BRIGHT, VOL. 1 / LP: NO PAST. NO FUTURE. NO SUN - Smashing Pumpkins» la recensione di Rockol

Un ritorno alla magia dei Novanta... o quasi

Il nuovo disco degli Smashing Pumpkins - con lo zampino di Rubin - è una sorpresa

Recensione del 16 nov 2018 a cura di Andrea Valentini

La recensione

Benvenuti nel 1995 (che vi piaccia o no). Avrebbe potuto chiamarsi così “Shiny And Oh So Bright - Vol.1 - LP - No Past, No Future, No Sun”, risparmiandoci il momento di sconcerto che coglie all’impatto iniziale con un titolo dal sapore decisamente pretenzioso, con retrogusto di fuffa. Eppure, se si ha la bontà – doverosa, peraltro – di andare oltre la copertina (come diceva Bo Diddley: “you can’t judge a book by its cover”), la sorpresa è piacevole.

Questo decimo album in studio della band guidata da Billy Corgan – che giunge dopo diversi lustri di proposte entropiche, al limite dell’inconsistente, griffate Smashing Pumpkins e derivati – fa un effetto alla “Caro diario” morettiano, per cui ci si ritrova a esclamare a voce alta: “Il nuovo Smashing Pumpkins… pensavo peggio. Non è  per niente male!” (vi ricordate la scena di Spinaceto, vero?).

La formula è decisamente semplice e classificabile nel regno delle reunion-o-quasi che hanno funzionato (come accadde coi Black Sabbath di “13”): Corgan ha riassemblato nella quasi totalità la formazione della golden age delle Zucche, ritrovando Jimmy Chamberlin e James Iha (assente D'Arcy Wretzky per motivi vari, eventuali e – francamente – che poco ci interessano, vista la pantomima di polemiche legate alla vicenda). Il risultato è un album conciso, che richiama in più di un episodio gli exploit del periodo 1993-1995 della band, senza troppe pretese o velleità di sperimentazioni/divagazioni.

A mettere le cose in chiaro ci pensano i tre brani d’apertura, che settano il mood e invogliano a continuare nel viaggio sonoro: “Knights Of Malta”, con un arrangiamento di archi ruffiano e un passo onirico, dilatato, con tocchi drammatici a stuzzicare la curiosità; “Silvery Sometimes (Ghosts)” è in pratica un’autocitazione di quella “1979” che impazzava quasi un quarto di secolo fa, ma ha quell’aura di revival che tocca le corde giuste senza risultare stucchevole o noiosa; “Travels” è un pezzo da “Bignami” dell’indie/alt in salsa Corgan… dentro c’è un po’ tutto ciò che occorre sapere (e apprezzare) del genere.
E una citazione la merita anche “Solara”, il singolo che aveva aperto la pista all’album: un pezzaccio non dissimile, per potenza e incisività, dalla gloriosa “Bullet With Butterfly Wings”, con quell’incedere spavaldo che mescola alternative rock e metal intelligente.

Quindi, ribadiamo: “Il nuovo Smashing Pumpkins… pensavo peggio. Non è  per niente male!”. Il motivo di questo guizzo è attribuibile sicuramente per un buon 60% a una sorta di rinsavimento di Corgan & co., ma sarebbe un grave errore sottovalutare il ruolo del produttore, quel Rick Rubin che tanti artisti ha risollevato, ma anche lanciato, con quel sound spolpato, tagliente, caldo e diretto che solo lui sa ottenere in studio.

Ci sarà occasione di "assaggiare" dal vivo i brani del nuovo album il prossimo 13 giugno, quando la band sarà a Firenze Rocks, prima dei Tool.

TRACKLIST

01. Knights of Malta (04:37)
02. Silvery Sometimes (Ghosts) (03:30)
03. Travels (05:23)
04. Solara (04:21)
05. Alienation (05:01)
06. Marchin' On (02:39)
07. With Sympathy (03:30)
08. Seek and You Shall Destroy (02:45)
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