«MERRIE LAND - The Good The Bad And The Queen» la recensione di Rockol

La Gran Bretagna dei The Good the Bad & the Queen

"Merrie Land" è il secondo grande album dei The Good the Bad & the Queen

Recensione del 16 nov 2018 a cura di Paolo Panzeri

La recensione

Damon Albarn rientra nella categoria degli iperattivi del pop’n’roll. Blur, Gorillaz, The Good the Bad & the Queen; poi la carriera solista, le colonne sonore, i tour. Mai un momento libero per il cinquantenne londinese, la musica è posta sempre al centro del proprio universo. Per una inclinazione di tale fatta ci si deve essere naturalmente portati e, soprattutto, possedere una vena creativa particolarmente fertile. L’eclettica arte di Damon, che spazia attraverso generi e situazioni differenti tra loro con molta classe e nonchalance, fa apparire questa sua condotta come fosse regola e non eccezione.

Negli ultimi due anni l’attenzione di Albarn ha avuto come principale impegno quello di promuovere l’arte dei Gorillaz affidata agli album “Humanz” e “The Now Now” – e, tanto per gradire, ha dichiarato di avere già pronto un nuovo disco della band ‘cartoon’ -, ora però è giunto il tempo di staccare quella spina e dedicarsi ad altro. E’ tempo di riportare in vita la più trascurata, ma non meno importante, delle sue molteplici emanazioni : The Good, the Bad & the Queen. Il supergruppo composto, oltre che da lui, anche da Paul Simonon (lo storico bassista degli indimenticabili Clash…sì, proprio quello immortalato sulla copertina di “London Calling”), Simon Tong (chitarra e tastiere nei Verve per una manciata di anni, e poi collaboratore di – vedi un po’ – di Blur e Gorillaz) e, infine, dal batterista nigeriano Tony Allen (a lungo a dare vita al meraviglioso universo afrobeat di Fela Kuti). Insomma, proprio una bella compagnia che, a distanza di quasi dodici anni – era il gennaio 2007 - bissa l’eponimo esordio con questo nuovo “Merrie Land”. E se, inevitabilmente, in questo lasso di tempo molto è mutato, ciò che nella band (per fortuna) non è andata a sfiorire è la magia. Sì, perché “Merrie Land” non sfigura al cospetto del suo predecessore che, va detto, è davvero un gran bel disco.

In questi dodici anni i tempi sono inevitabilmente cambiati e se “The Good the Bad & the Queen” aveva come tema centrale la città di Londra e le mille influenze musicali che l’hanno attraversata e la attraversano e la rendono una delle capitali culturali del mondo, ora l’accento è posto sulla Gran Bretagna tutta che, dopo il risultato del referendum del 23 giugno 2016, si appresta a lasciare l’Unione Europea. Come riporta il comunicato dell’ufficio stampa: “’Merrie Land’ è una lettera di addio, una serie di osservazioni e riflessioni sull’essere britannici nel 2018” e Albarn lo definisce, ‘un’ode al nord dell’Inghilterra’.

Se la produzione del loro primo album venne affidata alle sapienti capacità di Danger Mouse, “Merrie Land” non gli è da meno, infatti al fianco della band si è accomodato il navigato Tony Visconti, collaboratore di lungo corso di David Bowie. Il bianco e nero scelto per la copertina è alquanto appropriato per descrivere il mood dell’opera. Dieci canzoni che profumano di classico, tanto da poter far credere e pensare che possano essere delle cover di canzoni del passato: precise, letterarie, geometriche; inedite ma risapute. Damon Albarn può apparire monotono nel suo incedere, ma i brani vengono esaltati da questa apparente monotonia. La sua voce a volte si spinge a declamare (“The Last Man to Leave”). Citare un brano piuttosto che un altro però non ha importanza. Dalla title track che accoglie all’ascolto, proseguendo per l’altro singolo “Gun to the Head”, fino alla chiusura con “The Poison Tree” è un unicum. La Brexit ha scosso le fondamenta del popolo britannico, ne ha lacerato la società dividendola in due. I The Good the Bad & the Queen cantano e riflettono lo sgomento. Non è tempo di urlare è tempo di comprendere. E andare avanti.

“Merrie Land” dei The Good the Bad & the News è un disco corposo, importante e inglese fino al midollo sia nel tema che nel tono musicale. E’ difficile pensare in tempi brevi a una nuova uscita discografica dei quattro e, forse, in assoluto, (con Damon Albarn però non si può mai dire) a una loro nuova uscita tout-court. Comunque sia, così fosse, i The Good the Bad & the Queen non saranno di certo dimenticati e noi ne avremo avuto abbastanza per esserne soddisfatti.

TRACKLIST

01. Introduction (00:13)
02. Merrie Land (04:45)
03. Gun to the Head (04:19)
04. Nineteen Seventeen (03:43)
05. The Great Fire (03:56)
06. Lady Boston (04:19)
07. Drifters & Trawlers (02:34)
08. The Truce of Twilight (04:22)
09. Ribbons (02:52)
10. The Last Man to Leave (02:38)
11. The Poison Tree (03:42)
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