«TRUMAN - Shade» la recensione di Rockol

Shade - TRUMAN - la recensione

Recensione del 21 nov 2018 a cura di Fabrizio Zanoni

La recensione

C'era una volta un rapper che non aveva decisamente le physique du role. Con la sua faccia da bambino del cioccolato Kinder (per usare parole sue) emergere diventa doppiamente difficile, devi avere talento e quello, a Shade, non è mai mancato.
Membro di spicco della scena torinese del freestyle (insieme a personaggi come Ensi e Fred De Palma) in epoche ormai lontane, ha continuato ad usare il rap in modo fantasioso ed efficace, introducendo una ironia per lo più sconosciuta nel panorama italiano - un altro che ne fece largo uso agli esordi è un certo Fedez, sorridere porta bene? 
Dizione ottima, una spada negli extrabeat, grande fantasia nei giochi di parole. Ma nonostante questo Shade ha dovuto farsi tutta la sua gavetta prima di vedere la luce dei palchi più importanti della musica italiana. Ricordo bene quando festeggiava, a un anno dall'uscita, il milione di visualizzazioni  per il singolo "Mai una gioia" del primo disco sotto Mayor "Mirabilansia" (recuperatelo, è in free download e a mio avviso resta il disco migliore di Shade, con un bel lavoro sulle basi a cura dei Two Fingerz), e anche gli Shaday, un giorno fisso, il mercoledì, in cui il nostro regalava una piccola traccia rap a tema, spesso insieme all'amico di sempre Fred De Palma.

E l'assenza di Fred dai (tanti) feat. del disco è la prima notizia di "Truman". In compenso troviamo J-Ax che firma una traccia fresca fresca (parla, tra le altre cose, dell'esclusione di Asia Argento da X Factor: "Come X Factor con Asia Argento, vi mando a casa senza pietà!", dice in "Tutti a casa") al fratellino Grido alla bella di "Amici" Emma Muscat.

Shade firma un disco apertamente pop che piacerà al pubblico che lo ha scoperto con "Bene ma non benissimo" e si attirerà le critiche di chi ama il rapper degli esordi. I brani più vicini al vecchio stile sono "Le cose peggiori" (con una bella ospitata di Nitro, a cui soffiò il titolo dell'Mtv Spit nel 2013), "Il tuo anno" (con un feat. autocelebrativo di Grido, le cui barre del pezzo hanno il difetto non secondario di avere una chiusura prevedibile già a metà strofa) e "Ouverture" dove lo Shade king del freestyle passa la palla allo Shade cantante certificato platino.

Non ho la sfera di cristallo per sapere se l'hitmaker di Torino  preferirebbe fare i numeri di oggi con le cose di ieri: ha cambiato base di ascolto e per sua fortuna anche i numeri dei follower. Certo fa specie vedere Pippo, anni 8, figlio di un mio caro amico, saltare felice ascoltando Shade, il suo cantante preferito, e ripensare a me che di anni ne ho cinque volte tanto applaudire lo stesso artista nei freestyle solo qualche anno fa.

Ora Vito Ventura non è più un rapper con la faccia da bimbo che deve sgomitare per dimostrare di saper incastrare le rime. E' una popstar con svariati dischi di platino alla parete, cascate di visualizzazioni, video ricchi e curati. Può non piacere ma lo sa fare bene. Semmai il rischio è che nel tentativo di inseguire i singoli di successo finisca per confezionare brani un po'troppo simili nel concept. "Severo ma giusto" ad esempio sembra "Amore a prima Insta" che ricalcava la formula di "Bene ma non benissimo". Personalmente lo preferisco meno canterino e con più metriche affilate in bagagliaio ma il pubblico non la pensa così e tutti sappiamo che "il cliente ha sempre ragione".

TRACKLIST

02. Tutti a casa (feat. J-AX) (02:58)
03. Figurati noi (feat. Emma Muscat) (03:16)
05. Le cose peggiori (feat. Nitro) (02:56)
07. Severo ma giusto (02:51)
08. Irraggiungibile (feat. Federica Carta) (03:29)
10. Je t'aime (feat. Bouchra) (02:48)
11. Il tuo anno (feat. Grido) (03:22)
12. Replay (03:24)
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