«ORDE DI BRAVE FIGLIE - Simona Norato» la recensione di Rockol

Simona Norato: leggi qui la recensione di "Orde di brave figlie"

Il convincente ritorno della cantautrice palermitana a tre anni dall'acclamato “La fine del mondo”.

Recensione del 16 ott 2018 a cura di Marco Jeannin

La recensione

L’ho chiamato “Orde di brave figlie” pensando al sottile piacere che ho ricevuto dalle relazioni pericolose. 

Prodotto da Cesare Basile, “Orde di brave figlie” è il secondo album di Simona Norato, in uscita a tre anni di distanza da quel “La fine del mondo” che nel 2015 entro nella final six del Premio Tenco nella categoria Miglior Opera Prima. La musicista palermitana (autrice, cantante, chitarrista e tastierista) torna con nove pezzi di cantautorato ruvido, incisi in presa diretta proprio per mantenere intatta questa indole spigolosa che musicalmente si traduce in un folk di confine, un sound che all’occorrenza sa diventare però rock, jazz o blues, mai gratuitamente ma tutto sempre in funzione dell’interpretazione. Pezzi dunque con l’artista al centro, una Simona Norato insignita dell’onere (e dell’onore) di guidare la carica di questa orda di brave figlie decisamente fiere ed agguerrite.

“Orde di brave figlie” parla di relazioni in uno stretto legame tra desiderio e consapevolezza. Relazioni politiche e sociali, pure e anche pericolose ma tutte vitali. “Le orde di brave figlie sono incontri e scontri da curare con la pazienza dei Santi”.

Anticipato dal bel singolo “Scegli me tra i bisonti”, “Orde di brave figlie” è il disco della conferma di un’artista che ha stabilizzato i propri confini e il suo essere un’artista indipendente dopo tanti anni di musica in condivisione (la lista delle collaborazioni e dei progetti di cui Simona ha fatto parte è piuttosto lunga e qualitativamente impressionante). Un’indipendenza sia formale che sostanziale, uno status che la Norato oggi può sfoggiare con orgoglio grazie ad un disco manco a dirlo complicato, politico, viscerale, ma soprattutto... libero.

Una complessa e profonda ricerca stilistica basata anche su suoni ancestrali e su elementi compositivi del Sud Est del mondo, testimoni di un sentire politico orientato verso una migrazione opposta a quella che viene narrata dalla cronaca di tutti i giorni.

Registrato e mixato a Catania presso gli Studi di Zen Arcade da Guido Andreani, “Orde di brave figlie” è stato scritto interamente da Simona Norato fatta eccezione per l’opening track “Un solo grande partito” il cui testo è liberamente ispirato a “1984” di George Orwell”,  “Ci chiederanno”, scritto da Federica D’Alessandro, e “Palastramu”, uno dei due strumentali del disco, scritto su un tema originale di Francesco Incandela.

TRACKLIST

05. Orcaferone (03:18)
06. Ci chiederanno (02:28)
08. Palastramu (04:25)
09. Questo universo spione (04:40)
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