«FOR EVER - Jungle» la recensione di Rockol

La dance dei Jungle si arricchisce di note malinconiche

Torna il duo inglese che ci aveva fatto ballare e gioire quattro anni fa, con un disco che mantiene il groove accompagnato però da testi che parlano di storie di disperazione e rimpianto.

Recensione del 27 set 2018 a cura di Michele Boroni

La recensione

Il debutto dei Jungle nel 2014 è stato uno dei più scintillanti e folgoranti degli ultimi anni: il loro disco eponimo era un brillante flusso sonoro che univa falsetto e funk, neo-soul e groove. Solo dopo si è scoperto che dietro questa iniezione di gioia danzereccia c'erano due amici di Shepherd's Bush, Josh 'J' Lloyd-Watson e Tom 'T' McFarland, a cui sono seguiti mezzo milione di dischi venduti, una candidature al prestigioso Mercury Prize e due anni di fortunato world tour passato anche dall'Italia. 
C'erano quindi tutte le condizioni per fare il grande passo, ovvero registrare il disco a Los Angeles, luogo eletto per quel suono. Quindi si trasferiscono lì, ma nel frattempo per entrambi i musicisti arrivano le separazioni con i rispettivi partner e tutto questo va a influire pesantemente sulla produzione del disco che rimane in una fase di stallo, al punto che sono costretti a tornare a Londra per finire di registrare un disco con l'ausilio di un produttore (Inflo) che li faccia uscire dall'empasse. Una buona parte delle canzoni di questo “For ever” ha il groove classico dei Jungle ma i testi parlano di cuori spezzati e perdite, disperazione e rimpianto.  
"Heavy, California" dietro la superficie dance nasconde una senso di vulnerabilità; sopra il beat minimal di “Cherry” si sente cantare ripetutamente "Non mi cambierai mai, stavo già cambiando",;  “Happy man” inizia con "Sono un uomo problematico / Cambiato dalle cose che faccio" e poi continua con “Comprati un sogno / E non significherà nulla" rinnovando il racconto delle illusioni perdute  della California. Ma come spesso avviene nei migliori dischi pop questo contrasto tra musica e testi, porta a un risultato eccellente.  

Ogni tanto anche il ritmo cambia: ecco quindi gli archi cinematici di “Pray” e le noti struggente di un pianoforte polveroso in “Cosurmyne” e il groove di “Beat 54 (All good now)” che trasforma il malinconico rimpianto per l'amore perduto in una canzone calda e solare. 
E così alla fine anche questo “For ever” in tutte le sue  traversie al di qua e al di là dell'oceano, ci regala 13 canzoni magari meno da party ma di certo più ricche e profonde. 

TRACKLIST

01. Smile (03:07)
02. Heavy, California (03:04)
04. Cherry (03:16)
05. Happy Man (03:11)
06. Casio (03:54)
07. Mama Oh No (03:17)
08. House In LA (04:43)
09. Give Over (03:33)
10. Cosurmyne (03:39)
11. Home (02:12)
12. (More and More) It Ain't Easy (03:11)
13. Pray (04:40)
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