HIGH AS HOPE

Virgin Emi Records (CD)

Voto Rockol: 3.5 / 5
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di Andrea Valentini

“Speranza” è la parola chiave dell’ultimo album di Florence and The Machine. Non solo per la scelta del titolo, “High as Hope”, ma per la sensazione che trasmette all’ascolto.

Il quarto disco in studio della rossa e la sua band, arriva dopo un periodo piuttosto tormentato per l’artista inglese. Nel giorno dell’uscita dell’album, Florence Welch pubblica un post sul suo profilo Instagram:

High as Hope esce oggi. E volevo solo farvi sapere che non sarei riuscita a fare questo album senza di voi. Negli ultimi dieci anni ho avuto l’onore di vedervi cantare, ballare e abbracciarvi in tutti i concerti. Così pieni di amore. Ha significato tutto per me, mi ha dato speranza. Ora in cambio vi offro questo. Sembra poco al confronto, ma vi rivedrò presto. Restiamo uniti.

Si rimane un po’ spiazzati nello scoprire che l’immagine di Florence, bellezza rinascimentale senza tempo, è in pieno contrasto con il suo animo tormentato, segnato da problemi con l’alcol superati grazie a un provvidenziale rehab. La storia è un susseguirsi di artisti fragili dallo straordinario talento e la generazione di Florence non è da meno: prima di lei, Adele e Lady Gaga hanno messo a nudo la propria vulnerabilità, e prima ancora - a caro prezzo - lo aveva fatto Amy Winehouse.

Per fortuna il fiore è di nuovo sbocciato, rosso e inebriante più che mai, e ha la voce di Miss Welch. “June” è una leggera brezza di primavera che si trasforma in vento sulle note di “Hunger”, insieme a “Patricia” il brano più potente dell’album. Intensità e leggerezza si alternano anche nei pezzi successivi, dai singoli “Big God” e “Sky Full of Song” all’intimismo di “Grace”. In “The End of Love” e “No Choir”, pianoforte e voce ci accompagnano dolcemente verso l’uscita.

Una volta fuori, l’aria estiva sembra avere la delicatezza di Florence. Dieci brani che sanno accarezzarti l’anima, scritti per alleviare un senso di solitudine e smarrimento che per troppo tempo l’ha trattenuta per le caviglie. Ora però è giunto il momento di spiccare il volo e, magari, osare un po’ di più. A noi piace la Florence di “Hunger”, che prende a ceffoni la vita. Ora che si è liberata dei suoi fantasmi, potrebbe iniziare a colpire duro.

TRACKLIST

01. June - (03:41)
02. Hunger - (03:34)
03. South London Forever - (04:22)
04. Big God - (04:01)
05. Sky Full Of Song - (03:46)
06. Grace - (04:48)
07. Patricia - (03:37)
08. 100 Years - (04:58)
09. The End Of Love - (04:41)
10. No Choir - (02:29)