«CURARO - Go Dugong» la recensione di Rockol

Go Dugong: leggi qui la recensione di "Curaro"

Musica afro, andina e amazzonica, dub, elettronica, psichedelia e cosmic si fondono con l’intento di raccontare l'ennesimo viaggio firmato Giulio Fonseca aka Go Dugong.

Recensione del 12 apr 2018 a cura di Marco Jeannin

La recensione

… e “Curaro” da impazzir!

Perdonate la citazione... è solo perché non sentivo parlare di curaro, il veleno, dai tempi di Asterix e Cleopatra, con la famosa scena della preparazione del budino all’arsenico. Scena che mi ha sempre fatto piuttosto ridere; ecco, la citazione non sarà così colta ma ha un qualcosa di esotico e contemporaneamente pop. Che poi è anche la chiave di lettura perfetta per questo “Curaro”, il nuovo lavoro in studio firmato da Go Dugong, all’anagrafe Giulio Fonseca, producer piacentino ma di stanza a Milano che ormai da qualche anno si sta imponendo come una delle realtà migliori del panorama elettronico di casa nostra. Uno status guadagnato a colpi di buonissimi lavori in cui le due anime di Go Dugong, una appunto più esplicitamente pop e una più da club, si sono sempre fuse al meglio. Personalmente lo seguo dai (bei) tempi di “Was”, una chicca chillwave, ma è nel 2015 che Fonseca è riuscito a fare il salto di qualità, con quel “Novata” il cui tema centrale era quello del clash culturale metropolitano, tema che “Curaro” sublima spostato il punto di vista nelle zone più remote del mondo, ambienti quasi selvaggi in cui l’elettronica si fonde con musica afro, andina e amazzonica, dub, psichedelia e cosmic creando un ibrido che effettivamente tra tutti questi punta effettivamente ad una neo psichedelia sintetica e tribale. Alla Bonobo, tanto per capirci, ma più electro pop.

Dodici i pezzi in scaletta in cui spiccano i featuring di Miriam Garcia (“Vidita”), Mai Mai Mai (“Nommo”), Soraia Drummond (“Mextli”), Technoir (“Allen”), Populous (“Boto Vermelho”) e Témé Tan (nella conclusiva “Shifumi”). Dodici pezzi da ascoltare in sequenza, nati per essere portati su un palco in funzione di uno show assolutamente tirato, un’esperienza collettiva dalle tinte spirituali all’insegna di un suono ficcante lanciato da ritmiche iper ballabili, necessariamente ossessive ma mai troppo cariche.

L’ispirazione nasce dalla fascinazione per delle prime civiltà, i cui miti e leggende sono inevitabilmente legati alla natura e all’universo; si generano così canzoni ispirate a credenze tribali, figure mitologiche, rituali ed esoterismo che, non a caso, hanno spesso riferimenti a divinità o civiltà superiori arrivate dallo spazio.

Un’ottima conferma in casa Go Dugong, un netto passo avanti che si mantiene però coerente con quanto fin qui sentito (il tema del viaggio non è palesemente dichiarato ma anche solo per il tipo di suono che lo caratterizza, questo disco ha nel DNA il sapore dei posti lontani di cui sopra). Con Populous, che guarda caso una capatina in “Curaro” l’ha fatta, e Clap Clap!, Go Dugong rappresenta quel lato dell’elettronica che ha tutt'ora effettivamente qualcosa da dire, elettrionica con un'identità. Perché in “Curaro” c’è ricerca, c’è sperimentazione e ci sono idee. Promosse quindi a pieni voti “Herzog” (non esiste una giungla che non sia popolata da suo spettro), la compassata ma penetrante “Mandragora”, il quasi trip hop di “Allen” e la già citata “Shifumi”: con l’estate alle porte, “Curaro” sembra il disco perfetto per cominciare ad acclimatarsi. Beato il festival che se lo piglia.

TRACKLIST

01. Moran (04:15)
02. Damballa Weddo (03:35)
03. Vidita (03:21)
04. Mandragora (04:10)
05. Nommo (03:04)
06. Mextli (03:57)
07. Herzog (03:55)
08. Allen (04:22)
09. Yakumama (04:43)
10. Kanaloa (03:59)
11. Boto Vermelho (03:31)
12. Shifumi (03:59)
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.