«TOTAL XANARCHY - Lil Xan» la recensione di Rockol

La recensione di "Total Xanarchy" di Lil Xan

Recensione del 08 apr 2018 a cura di Erica Manniello

La recensione

Mentre il dibattito se ancora esistano o meno delle vere e proprie scene musicali impazza – l’idea che il grunge sia stata l’ultima grande esplosione va per la maggiore – il sad rap, o emo rap o SoundCloud rap, comunque lo vogliate chiamare, raccoglie i suoi adepti nelle Redlands (o “Deadlands”, come dice Lil Xan) d’America con caratteristiche che se forse non permettono di definirla una scena vera e propria di certo costringono a constatare la sua dirompente presenza. Come ogni movimento che si rispetti anche quello di Lil Xan e compagni ha il suo universo di riferimento, in questo caso noiose cittadine di provincia dove attecchiscono sostanze come lo Xanax, che nella musica di Lil Xan – la seconda parte del suo nome viene proprio dalle prime tre lettere dell’ansiolitico – ha un ruolo centrale: i testi del rapper poco più che ventenne, dove non parlano di stordimento, di baratri interiori, di consumata quotidianità o di donne parlano di abuso di sostanze, mettendo in guardia contro i gravi rischi che portano con loro. Una prima vittima tra i sad rapper lo Xanax, dal quale il nostro è stato dipendente, l’ha già fatta. Si tratta di Lil Peep, originario di Long Island, morto nel novembre 2017, a 21 anni, a causa di un cocktail di Xanax e Fentalyn, giovane al quale i colleghi hanno dedicato numerosi tributi. Ecco dunque la prima cosa che colpisce: questo rapper dall’aria arrogante canta delle droghe non per farne un culto ma per consigliare di starne alla larga. Anche il suo look è singolare, una specie di estetica punk rock con zainetti griffati e sulla faccia tatuaggi improbabili – ma neanche troppo, considerando che un compagno di Lil Xan ha un’intera guancia occupata da un tatuaggio di Anna Frank -, come la scritta candy accanto a un cuore, su una metà del viso, e, sull’altra, le tre zeta che nei fumetti alludono all’atto del dormire.

È in questo quadro che potete inserire “Total Xanarchy”, l’album di debutto del californiano Diego Leanos , in arte Lil Xan, che prima di prendere la strada del rap è stato espulso da scuola, ha cambiato innumerevoli alloggi e per un periodo ha fatto lo spazzino. Ma “Total Xanarchy” è prima ancora un collettivo, composto da Diego e dai compagni Steve Cannon e Xan Frank (quello con Anna Frank tatuata in faccia). Insieme hanno iniziato a farsi conoscere suonando in giro per locali e attraverso piattaforme come YouTube e SoundCloud fino alla hit di Lil Xan, “Betrayed”, confluita, anche nella versione remixata da Diplo, nel disco d’esordio, ricco di collaborazioni – il già citato Diplo e Swae Lee – e ospiti - Charli XCX, YG, Rae Sremmurd, 2 Chainz, Yo Gotti, Rich the Kid e il socio Steve Cannon. L’hook “I wake up, I throw up, I feel like I'm dead” della traccia “Wake Up”, la seconda del disco, detta la linea del lavoro, che su basi distorte e orecchiabili canta un pop rap sofferente poco in linea con le manie di onnipotenza di buona parte dell’hip hop. Alcuni brani di “Total Xanarchy” possono risultare monotoni, anche perché sono molti, 16, ma fanno presa e mantengono desto l’interesse fino alla fine dell’album.

La retorica dell’invincibilità fa in fretta a stufare, la narrazione della fragilità, invece, molto più tipica di altri generi musicali, anni luce distanti dal rap, tende a rispondere meglio a quello che in molti chiediamo alla musica: un racconto corale. Lil Xan, tra un “hey” e uno “yeah”, prova a proporci il suo: bruciato, contorto, violento, ma vero.

TRACKLIST

01. Who I Am (02:35)
02. Wake Up (02:11)
03. Tick Tock (02:33)
04. Diamonds (02:49)
05. The Man (02:58)
06. Saved by the Bell (03:00)
07. Moonlight (03:31)
08. Shine Hard (03:57)
09. Round Here (02:48)
10. Basically (01:46)
11. Deceived (02:04)
12. Betrayed (03:07)
13. Slingshot (01:29)
14. Far (02:22)
15. Color Blind (02:56)
16. Betrayed - Remix (03:17)
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