«THE SEARCHER (ORIGINAL SOUNDTRACK) - Elvis Presley» la recensione di Rockol

Alle radici della musica di Elvis: la recensione della colonna sonora del documentario 'The searcher'

Il documentario della HBO “The searcher” promette di raccontare l’Elvis amato dagli appassionati di musica e non dai lettori di gossip. Sarà così? Noi intanto abbiamo intanto la colonna sonora…

Recensione del 07 apr 2018 a cura di Claudio Todesco

La recensione

Non è l’icona pop quella che gli americani vedranno nel documentario HBO in due parti dedicato a Elvis Presley “The searcher”, o almeno così promettono il regista Thom Zimny e il produttore Jon Landau. Non è il ragazzetto che fa i milioni rubando la musica ai neri, né il pupazzo in mano al Colonnello Parker, non il performer imbottito di farmaci e nemmeno il tizio che spara al televisore. È l’artista che costruisce con lucidità la sua carriera. È un creativo insomma, nonostante abbia contribuito alla scrittura di giusto una manciata di canzoni. Per raccontare questa storia, il manager e il regista di Bruce Springsteen hanno ottenuto la collaborazione di Priscilla Presley, hanno assemblato migliaia di fotografie e video raccolti in tutto il mondo, hanno raccontato la seconda parte della carriera di Elvis con la stessa serietà con la quale si sono dedicati alla prima.

La colonna sonora riflette lo spirito del documentario. Non è insomma un altro “30 #1 hits”, ma mette assieme incisioni celebri e inevitabili come “That’s all right”, “Heartbreak hotel”, “Are you lonesome tonight?”, “It’s now or never” e altre cose edite però meno note, per lo meno in queste versioni, tra cui una prova di “Separate ways”, esecuzioni live di “Trouble / Guitar man” e “If I can dream”, take alternative di “Suspicious minds” e della melodrammatica “Hurt”. Chi già ama e conosce il repertorio anche postumo di Presley non ascolterà novità, in compenso chi non apprezza le antologie contenenti provini e versioni alternative troverà una compilation solida e ben fatta.

“Avevo in mente la colonna sonora fin dal principio”, ha detto Zimny, che ha raccolto le registrazioni con in mente “chi ha visto il film e vuole completare l’esperienza”. L’intenzione dei curatori emerge in modo più nitido nell’edizione deluxe su 3 CD che oltre a contenere molte più canzoni di Presley, tra cui altri pezzi dal vivo e versioni alternative, illustra il contesto nel quale il cantante formò il suo stile. Ecco allora, nel terzo dischetto, brani che Elvis ha portato al successo o ammirato come “Satisfied” dei Blackwood Brothers, “That’s all right” di Arthur “Big Boy” Crudup, “Blue Moon of Kentucky” di Bill Monroe, “Lawdy Miss Clawdy” di Lloyd Price, la versione di “Blowin’ in the wind” di Odetta, “The weight” secondo gli Staple Singers.

Lo score originale del documentario è di Mike McCready dei Pearl Jam. L’edizione deluxe ne offre due brevi estratti che aprono e chiudono il terzo CD fra echi e riverberi, atmosfere sospese, suoni scuri che si aprono lentamente. L’altra piccola stranezza dell’edizione deluxe è la versione di “Wooden heart” che Tom Petty pubblicò negli anni ’90 con gli Heartbreakers (era uno dei “figli di nessuno” del box set “Playback”). La canzone era una vignetta divertente del film “G.I. blues” (in italiano “Cafè Europa”), dove il protagonista la cantava in un teatrino, sostituendosi a una marionetta. Era un adattamento ai limiti del kitsch di una canzone folk tedesca, con l’accompagnamento di una concertina. Tom Petty eliminò la parte in tedesco trasformandola in una dichiarazione delicata e vulnerabile. Oggi, dopo la morte del rocker, suona lievemente amara.

TRACKLIST

02. My Baby Left Me (02:12)
03. That's All Right (01:55)
05. Heartbreak Hotel (02:07)
06. Lawdy, Miss Clawdy (02:07)
07. Hound Dog (02:16)
08. Crawfish (01:48)
09. Mona Lisa (02:30)
10. Milky White Way (02:14)
11. Like a Baby (02:39)
13. It's Now or Never (03:15)
16. Separate Ways - Rehearsal Version (03:25)
17. Hurt - Alt. Take 5 (02:08)
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