Recensioni / 02 mar 2018

Roger Waters - ROGER WATERS THE WALL - la recensione

“The wall”, la rivincita di Roger Waters

Il grande teatro rock di “The wall” su triplo vinile: ecco come “il genio creativo dei Pink Floyd” si è riappropriato del concept del 1979. Il suono? Garantisce Nigel Godrich.

Voto Rockol: 4.0 / 5
Recensione di Redazione
ROGER WATERS THE WALL
SonyMusic (Vinile)

Una tromba intona un breve canto funebre prima d’essere sovrastata via da un riff di chitarra brutale ed eccessivo, quasi parodistico. L’artista getta la maschera e ci avvisa: assisteremo allo spettacolo di un uomo in crisi, che ha superato il confine della follia, che racconta il suo lento e inesorabile processo di decadimento, le cause e gli effetti, un uomo che s’immagina come una star nazistoide a capo di squadracce rock e poi come imputato di un processo che ne metterà a nudo colpe e debolezze. Ci avverte, l’artista, che “The wall” non è uno spettacolo come gli altri, ma un caso unico di teatro rock.

Roger Waters ha cominciato a riappropriarsi del proprio repertorio nel 1999 con il tour “In the flesh”. È stato il suo modo per dire: sono io il genio creativo dei Pink Floyd, come recitavano i manifesti che ne pubblicizzavano i concerti, sono miei i grandi concept della band inglese. Una grande rivincita, dopo l’esito non proprio trionfale dei tour da solista. Il processo di riappropriazione è culminato nella tournée in cui Waters ha riproposto in versione aggiornata il leggendario concerto che i Pink Floyd misero in scena solo 31 volte fra il 1980 e il 1981. Trent’anni dopo, il cantante e bassista ha preso quella storia personale – troppo personale, diceva all’epoca chi non era interessato ai deliri di una pop star milionaria – e l’ha trasformato in una grande metafora politica che ha replicato più di 200 volte fra il 2010 e il 2013.

“Roger Waters The wall” è la testimonianza audio di quello show che viene ricostruito assemblando registrazioni provenienti da varie tappe del tour. Una riproposizione di altissimo livello. Prendetevi il tempo di ascoltare il triplo vinile da un impianto decente o con buone cuffie. Scoprirete un suono favoloso, esecuzioni precise, una grande dinamica. Perché “The wall” comunica anche attraverso le sfumature sonore e passa da pianissimi e fortissimi nel giro di pochi secondi. È uno spettacolo che il triplo LP (o il doppio CD) restituisce appieno grazie al lavoro sul suono di Nigel Godrich, che ha poi prodotto l’album del ritorno discografico di Waters, “Is this the life we really want?”.

Accompagnato da una band di undici elementi che comprende i tre chitarristi Dave Kilminster, Snowy White e G.E. Smith e il cantante Robbie Wyckoff, cui è demandato il compito impossibile di sostituire il timbro meravigliosamente poetico di David Gilmour, Roger Waters rende il suono più sanguigno rispetto all’originale del 1979, enfatizzando le parti più spettacolari. Ci sono anche tre frammenti musicali assenti nel disco in studio: la nuova “The ballad of Jean Charles de Menezes”, dedicata al brasiliano ucciso per errore nel 2005 dalla polizia inglese e inserita nel flusso del concept, “What shall we do now?” e lo strumentale “Last few bricks”, che si sentivano già nel concerto dell’81. L’unica cosa che questa versione di “The wall” non offre è la spettacolare messinscena, il muro che va costruendosi mattone dopo mattone, gli oggetti volanti, le proiezioni, gli enormi personaggi gonfiabili. Per quello c’è il film di cui l’album è colonna sonora.

TRACKLIST
In the flesh? (Live)
The thin ice (Live)
Another brick in the wall, pt. 1 (Live)
The happiest days of our lives (Live)
Another brick in the wall, pt. 2 (Live)
The ballad of Jean Charles de Menezes (Live)
Mother (Live)
Goodbye blue sky (Live)
Empty spaces (Live)
What shall we do now? (Live)
Young lust (Live)
One of my turns (Live)
Don’t leave me now (Live)
Another brick in the wall, pt. 3 (Live)
Last few bricks (Live)
Goodbye cruel world (Live)
Hey you (Live)
Is there anybody out there? (Live)
Nobody home (Live)
Vera (Live)
Bring the boys back home (Live)
Comfortably numb (Live)
The show must go on (Live)
In the flesh (Live)
Run like hell (Live)
Waiting for the worms (Live)
Stop (Live)
The trial (Live)
Outside the wall (Live)