«THE STUDY ON FALLING - Asaf Avidan» la recensione di Rockol

Asaf Avidan - la recensione di "The Study On Falling"

Stufo di sentir parlare soltanto della sua voce, il cantautore israeliano con il suo terzo album solista prova a proporre qualcosa di nuovo

Recensione del 16 gen 2018 a cura di Erica Manniello

La recensione

Per la sua terza prova solista, Asaf Avidan mette da parte la teatralità per riportare in primo piano le sue fonti d’ispirazione: le grandi narrazioni americane che per il cantautore israeliano hanno come portavoce, su tutti, Woody Guthrie, Bob Dylan e Leonard Cohen. Meno spazio, dunque, alla voce cristallina e struggente che ha attirato su di lui lo sguardo del music business – complice anche il remix del tedesco DJ Wankelmut della sua canzone “One Day/Reckoning Song”, che nel 2012 ha lanciato la carriera di Avidan ben oltre i paesaggi mediorientali – e più attenzione alla struttura, alla melodia e ai testi dei brani.

La storia che l’autore vuole raccontare con “The Study On Falling” è quella di una fase della sua vita, nella quale, dopo una grande delusione d’amore, si ritrova a riflettere sull’idea del possesso all’interno delle relazioni, per decidere poi di sperimentare una forma d’interazione tra persone che da questa idea di proprietà possa prescindere. Il territorio è inesplorato, perlomeno per il nostro, e da qui la paura di cadere, che dal punto di vista di Avidan non può che essere semplicemente affrontata. Ecco, dunque, “The Study On Falling”, che visivamente prende spunto dagli show della performer e coreografa francese Marika Roux, che ha reso la pratica erotica del bondage giapponese espressione artistica. Il disco, scritto in diverse città del mondo, è in prevalenza acustico e l’influenza dei grandi folksinger americani che il musicista di Gerusalemme porta nel cuore si sente tutta, specie in canzoni come “To Love Another”, “Green And Blue” e “Holding On To Yesterday”.

Con citazioni di questo livello, non è facile far colpo, nemmeno per “la reincarnazione di Janis Joplin” - come lo aveva definito una volta lo scrittore Roberto Saviano - che studiando la caduta sembra rotolare un po’ anche lui, con un album che non riesce a tenerci del tutto lontani dalla noia, nonostante il tocco blues e soul di alcuni brani dia al disco uno spessore di maggior richiamo. Il cantautore trentasettenne, come ha raccontato lui stesso, è stufo che tutti parlino della sua incredibile voce, ma perché l’attenzione si sposti su altro un passo in più è lecito chiederlo. 

TRACKLIST

01. To Love Another (04:10)
02. My Old Pain (03:54)
03. Sweet Babylon (04:46)
06. Green And Blue (03:37)
09. No Stone Unturned (04:13)
10. The Golden Calf (04:14)
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