«BEAUTIFUL TRAUMA - Pink» la recensione di Rockol

Pink è l'unica superstite di una generazione di dive pop?

La cantante continua a raccontare la sua rinascita artistica e lo fa con un album in pieno stile Pink: un po' cazzaro e festaiolo, un po' rock.

Recensione del 12 ott 2017 a cura di Mattia Marzi

La recensione

Non è chiaro a quale generazione di dive pop appartenga Pink: quella dei primi anni 2000 o quella successiva? La mettereste tra Christina Aguilera e Britney Spears o tra Katy Perry e Taylor Swift? È vero, la cantante statunitense ha debuttato nel 2000: ma ad un certo punto la sua carriera è entrata in una fase di crisi dalla quale è riemersa solo in tempi recenti - e paradossalmente è forse l'unica superstite della sua generazione. Il greatest hits del 2010 ha segnato uno spartiacque nella sua carriera: due anni dopo è arrivato l'album in studio della rinascita, "The truth about love", che grazie ad una manciata di hit ("Try", "Just give me a reason", "True love") l'ha riportata ai vertici delle classifiche. Ora torna sulle scene con un nuovo album di inediti, il secondo della nuova era, questo "Beautiful trauma": che è l'ideale successore del disco del 2012.

Rispetto al precedente album stavolta Pink ha scelto di lavorare con una squadra di produttori più ristretta. Il manager Roger Davies ha curato - insieme alla stessa cantante - la produzione esecutiva, mentre Jack Antonoff, Steve Mac e Max Martin l'hanno aiutata a mettere insieme un disco vario, che viaggia in più direzioni: la title track, che è anche il brano che apre il disco, è la connessione perfetta con il precedente album; poi subito dopo arriva "Revenge", che è uno shuffle dal piglio hip hop impreziosito dal featuring di Eminem (con il quale aveva già collaborato per una traccia del precedente disco, "Here comes the weekend"). "Barbies" è una ballata chitarristica, "Where we go" è un inno pop folk scalaclassifiche che potrebbe diventare uno dei tormentoni della prossima estate.

Il singolo che ha anticipato "Beautiful trauma" è "What about us": una ballata con un bel tappeto elettronico. Avrebbe potuto essere una bella canzone d'amore sul futuro di una coppia, invece il significato di quel quel "What about us? What about all the times you said you had the answers?" è politico: Pink si rivolge al nuovo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e gli chiede: "Cosa ne sarà dell'America?". È molto poco romantico, lo so, ma è così - almeno secondo quello che ha lasciato intendere Pink (il video comincia con uno stralcio di audio del discorso tenuto dal governatore del New Jersey, Chris Christie, durante la Convention dei Repubblicani, prima della comparsa sul palco di Trump).

Nel complesso, il suono del nuovo album è energico e i suoni spaziano dal pop-rock da alta classifica a sonorità più dance, passando per un mucchio di ballate dalla produzione meno invadente (forse gli episodi migliori del disco, quelli in cui la bella voce di Pink viene messa in luce).
All'inizio della sua carriera Pink spiazzò non poco: fece il botto con un pezzo pop dalle atmosfere festaiole e cazzare come "Get the party started" e poi subito dopo sfornò un disco rock come "Try this!". Ecco, diciamo che nel corso degli anni ha imparato a fare di questa versatilità il suo punto di forza e "Beautiful trauma" ne è una conferma.

TRACKLIST

01. Beautiful Trauma
02. Revenge
03. Whatever You Want
04. What About Us
05. But We Lost It
06. Barbies
07. Where We Go
08. For Now
09. Secrets
10. Better Life
11. I Am Here
12. Wild Hearts Can’t Be Broken
13. You Get My Love
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