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Recensioni / 11 ott 2017

Ibeyi - ASH - la recensione

“Ash” Il disco della maturità e della consacrazione delle Ibeyi

Sono tornate le gemelle franco-cubane Naomi e Lisa Diaz con un disco che continua il discorso iniziato con l'esordio del 2015, ma con canzoni più mature e universali e una serie di interessanti collaborazioni.

Voto Rockol: 4.5/5
Recensione di Michele Boroni
ASH
XL Recordings Limited. (Digital Media)

L'esordio delle Ibeyi del 2015 me lo ricordo come una delle cose più fresche e stimolanti ascoltate negli ultimi anni. Specialmente per chi ha avuto l'occasione di vederle dal vivo nel giro dei loro showcase acustici dove si presentavano da sole in un set scarno ma carico di emotività incrociando l'elettronica e il cajòn, l'Africa e l'hip-hop urbano minimale.
Riavvolgiamo il nastro, però. Le Ibeyi sono due gemelle, Naomi e Lisa Diaz, franco-cubane, figlie d'arte (il padre era il percussionista dei Buena Vista Social Club), cresciute con la musica attorno e che esordiscono discograficamente all'età di 20 anni. 

Le canzoni di “Ibeyi” erano ancora grezze, un po' monocorde da un punto di vista compositivo, ma che nella loro tribalità evoluta riuscivano perfettamente a comunicare ed esorcizzare il dolore e la perdita, attraverso un suono che era pura rappresentazione del melting pot culturale in cui vivono, tra Parigi, Cuba e gli Stati Uniti.  
Dopo due anni di live e partecipazione a festival di mezzo mondo, un endorsement di Beyonce che le ha volute nel visual album di “Lemonade” e un  sacco di incontri con altri artisti affini - presenti in questo disco - arriva “Ash”, il disco della consacrazione. 

La formula non cambia di molto – percussioni tradizionali ed elettroniche, atmosfere maghetiche, voci come un mantra ipnotico  – ma viene arricchito e reso accessibile a un'audience più allargata grazie a una produzione più accurata e testi più universali e ottimisti. Ma sopratutto ci sono le canzoni, che se all'inizio possono ricordare certe atmosfere trip-hop, poi si aprono al mondo grazie una volta al sax di Kamasi Washington (“Deathless”) e al campionamento furbetto ma puntuale dello inspirational speech di Michelle Obama (“No man is big enough for my arms”), poi al rap ispanico di Mala Rodriguez (“Me Voy”) e all'autotune à la Kanye West in “808s & Heartbreak” (“When will I learn”) e, principalmente, grazie al talento prodigioso delle due gemelle Diaz e della loro calda vocalità (“Valé”e la conclusiva “Ash”). Per quanto riguarda invece i testi le Ibeyi passano dal personale del disco precedente (dedicati principalmente alla morte del padre e della sorella maggiore) all'universale, affrontando il tema del razzismo e del femminile ma con una forte componente di rinascita e gioia di vivere.

Insomma, uno dei più convincenti dischi pop del 2017.

TRACKLIST

01. I Carried This for Years - (01:34)
02. Away Away - (02:59)
03. Deathless - (03:11)
04. I Wanna Be Like You - (02:37)
05. No Man Is Big Enough for My Arms - (02:26)
06. Valé - (03:26)
07. Waves - (03:14)
08. Transmission/Michaelion - (06:30)
09. Me Voy - (03:07)
10. When Will I Learn - (03:00)
11. Numb - (03:47)
12. Ash - (03:48)