«CANZONI PERSE - Cesare Malfatti» la recensione di Rockol

Cesare Malfatti: leggi qui la recensione di "Canzoni perse"

“Canzoni perse” è il titolo del nuovo album di Cesare Malfatti, co-fondatore dei La Crus, ex Amor Fou e Dining Rooms, realizzato con Chiara Castello (voci) e Stefano Giovannardi (synth e elettronica).

Recensione del 10 ott 2017 a cura di Marco Jeannin

La recensione

Nella preparazione di un disco si compongono spesso tanti brani che poi non vengono pubblicati, non per la loro effettiva qualità ma per scelte dettate da un preciso momento storico. Scelte che anni dopo possono risultare sbagliate, ancor più quando le stesse canzoni vengono riviste, rivitalizzate da una persona con esperienze e gusti diversi dai miei…

I gusti, nello specifico, sono quelli di Stefano Giovannardi, un “… biologo, un ricercatore universitario con la passione mai sopita per la musica elettronica”. Giovannardi (da non confondere con Giovanardi dei La Crus, visto di chi stiamo parlando), amico e musicista con cui Malfatti suona ai tempi degli studi di ingegneria, prende i pezzi messi precedentemente in soffitta, li spolvera e li risistema. I pezzi prendono nuovamente vita, tornano nelle mani di Malfatti e il cerchio sembra destinato a chiudersi. Però…

I suoi esperimenti sonori sono stati così estremi che io non riuscivo più a cantare le mie linee melodiche originali. Ma per fortuna usando lo stesso programma (Ableton) ho potuto remixare i suoi remix! Ho tagliato e riaccordato alcune porzioni di tracce ed ho aggiunto alcune ritmiche, a mio parere più circolari, più morbide, in maniera da riportare i brani a qualcosa a me più vicino, più interpretabile.

Formalmente, le canzoni perse vengono così ritrovate. Manca però un ulteriore passo, completare cioè queste canzoni regalandogli una nuova interpretazione, o meglio… una nuova interprete. Malfatti chiama Chiara Castello (I’m Not A Blonde) per ricantare tutti i pezzi e “… allargare la sonorità vocale ad una presenza femminile in modo anche da proseguire l’esperienza live di “Una città esposta” (disco del 2015). Sistemata la voce, “Canzoni perse” passa quindi nelle mani di Mario Conte per la produzione finale. E qui subentriamo noi. Noi che il disco ora lo ascoltiamo apprezzando il finissimo cantautorato elettronico del trio Malfatti/Giovannardi/Castello, una perfetta combinazione di elementi chiamata a dare nuova luce a musica destinata a rimanere celata. Tornare sui propri passi può essere un’esperienza spiacevole così come terapeutica. Credo che per Malfatti trovarsi nuovamente a che fare con pezzi del proprio passato non sia stato semplice; sentirli poi rivoluzionati anche meno. Coraggio, umiltà e, perché no, una bella dose di curiosità puramente creativa hanno però dato la spinta giusta a Malfatti per dare corpo ad un progetto, a dei suoni, a dei pezzi che… meritavano, ma meritavano a patto di essere presi e cambiati, vissuti nuovamente, cosa che puntualmente è avvenuta. Partendo dunque da “Ricordo” e “45 giri”, i primi due singoli estratti da “Canzoni perse”, e arrivano alla conclusiva “Un’ombra”, il disco scorre fluido e morbidissimo lungo i binari di un cantautorato sintetico che si nutre delle dinamiche che nascono dal confronto tra linee vocali diverse ma complementari, melodie eleganti che si fondono grazie ad un background elettronico notturno, lavorato costantemente  in sottrazione e impreziosito da pochi ma mirati tocchi acustici. Tutto ciò rende “Canzoni perse” non un semplice disco di b-sides o rarità, ma un disco vero e proprio che semplicemente ha avuto bisogno del tempo giusto per vedere la luce.

Un disco dal passato interessante e dal presente molto bello.

TRACKLIST

01. Ricordo (04:07)
02. Chiederò (03:53)
03. Novembre (04:39)
04. Lo so Lo Sai (04:19)
05. Siamo Noi (03:48)
06. Per Amore in Te (03:39)
07. Io Sognai (04:02)
08. Dividimi (03:13)
09. 45 Giri (04:40)
10. Un'ombra (03:02)
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