«ALL THIS LIFE - Starsailor» la recensione di Rockol

Il ritorno degli Starsailor: la recensione di "All this life"

Dopo un'attesa di circa 3 anni la band di James Walsh torna in carreggiata con un nuovo lavoro intitolato "All This Life"

Recensione del 21 set 2017 a cura di Antonio Ciruolo

La recensione

La storia degli Starsailor è simile a quella di molte altre rock band; si conoscono sin dall’infanzia, frequentano gli stessi ambienti, amici, scuola, fino a coltivare insieme la stessa passione che li accomuna, la musica. Sembravano una promessa musicale destinata a far parlare di sé per molto tempo. Un tempo questo interrotto nel 2009, anno di pubblicazione del loro ultimo lavoro  studio “All the Plants”. Di li in poi solo un lungo silenzio durato circa otto anni che ha avvolto l’attività musicale degli Starsailor, nativi inglesi, entrati nel circuito che conta nei primi anni duemila, dopo l’esordio di “Love Is Here” primo lavoro studio dei quattro ragazzi del Lancashire.

La musica che promuovevano agli inizi del nuovo millennio era il classico brit-rock tanto in voga in quegli anni, con sonorità tremendamente malinconiche accompagnate da testi che, il più delle volte, parlavano di amore e delle delusioni ad esso correlate, tutto saggiamente composto con grande qualità e - a dirla tutta - anche con un certo stile raffinato; merito dell’ottima voce del leader James Walsh. E così via con i primi riconoscimenti dalla critica per dischi e inediti pubblicati; il loro “Four To The Floor”, singolo di lancio del secondo disco “Silence Is Easy”, venne molto apprezzato su scala mondiale e spalancò così le porte del music business agli Starsailor che cavalcarono l’onda della popolarità per farsi conoscere un po’ ovunque. Poi quel 2009, anno dello scioglimento inaspettato del gruppo. 

Sembrava ormai così terminata la loro carriera artistica che ha ripreso la sua attività nel 2014, anno della reunion, dei primi live show post scioglimento e delle prime interviste rilasciate nella formazione originale. Via così con un’altra attesa, più breve però. Circa tre anni sono serviti per rimettersi in carreggiata e riprendere la strada della sala di incisione. 

“All This Life”, il loro ultimo album pubblicato nei primi di settembre, è il frutto di questi ultimi anni di lavoro musicale e non solo. Insomma sono tornati gli Starsailor, rimasti giovani nell’anima, ancora con l’aria sognatrice di chi canta dell’amore e dei suoi sentimenti più idilliaci, ma con la consapevolezza di essere maturati. Si perché ora hanno un vissuto da raccontare. Anche stilisticamente l’album si presenta non troppo diverso dai precedenti dischi, come se fosse stata fatta semplicemente un’opera di svecchiamento a quel modus operandi che la band utilizzava nel decennio precedente per produrre musica. Un disco molto melodico in tutta la sua totalità.

Un piano molto profondo nei suoi fraseggi e una chitarra leggermente colorata da effetti fanno da tappeto sonoro alla voce di Walsh, quest’ultima accompagnata da una sezione ritmica molto pop-rock. Per rendere meglio l’idea “Break the Cycle” e “Fia” sono gli esempi più inclini a questa scelta. Il brano “Caught in The Middle”, dall’animo soul, è forse il brano che più di tutti identifica al meglio la musica degli Starsailor. Gli unici spiragli - seppur minimi - di rock possiamo trovarli nei brani “Listen to Your Heart”, “Best of Me” e “Fallout” che mantengono quella buona dose di grinta che da un po’ di vivacità al disco. L’omonimo “All This Life” è il singolo di lancio per eccellenza; un ritmo che ti resta nella testa, con la classica struttura musicale strofa, inciso, strofa, inciso e con una variazione strumentale che ti porta verso il finale della canzone.

Sono tornati insomma, ma senza regalare delle grosse emozioni, come se fosse un film già visto. Data la loro quasi ventennale esperienza nel mondo della musica ci si poteva aspettare qualcosa in più dal quartetto inglese che, tuttavia, ha preferito mantenere il proprio stile. Come a dire: siamo sempre gli stessi, ma solo con qualche anno in più.

TRACKLIST

02. All This Life (02:54)
03. Take a Little Time (03:25)
04. Caught in the Middle (03:49)
05. Sunday Best (05:23)
06. Blood (04:50)
07. Best of Me (03:37)
08. Break the Cycle (03:18)
09. Fallout (05:52)
10. Fia (Fuck It All) (06:03)
11. No One Else (02:13)
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