«CREATURE SELVAGGE - LaStanzaDiGreta» la recensione di Rockol

LaStanzaDiGreta - CREATURE SELVAGGE - la recensione

Recensione del 23 giu 2017 a cura di Anna Gaia Cavallo

La recensione

“Creature selvagge” è il titolo dell’album di esordio de Lastanzadigreta: uscito a fine 2016, ha recentemento vinto il Premio Tenco come opera prima.

Lastanzadigreta è un gruppo nato nel 2009 con l’intento di sperimentare sulla canzone, senza distinzioni tra i generi musicali: passano dal rock al folk, dalla musica da camera al punk. Il loro organico non conosce ruoli predefiniti. Credono che la musica sia per tutti e che tutti possano imparare dalla musica. Nei loro live suonano strumenti musicali, ma anche strumenti di recupero, come un vecchio harmonium Farfisa, un glockenspiel, un set di didjereridoo. Suonano bidoni, tubi, giocattoli sonori. Suonano e basta. Non hanno paura di mettersi in gioco, né di osare. 

Per capire cosa c’è da aspettarsi da “Creature selvagge”, basti sapere che il lavoro ospita la penna di Erri De Luca, in “Erri”, la voce di Paolo Archetti Maestri degli Yo Yo Mundi (che ha regalato alla band anche un brano inedito, “Amore e psiche”), nello stesso brano, quella di Carlo Pestelli, in “4 – 4 - 2”. Nell’album c’è un brano ispirato alla cinematografia (“Creature selvagge”, tratto dalla colonna sonora del film “The Repairman” di Paolo Mitton). Ci sono riferimenti alla letteratura (“Inviti superflui”, ispirato all’omonimo racconto di Dino Buzzati). 

 “Creature selvagge” per Lastanzadigreta sono i musicisti, sono gli strumenti musicali, non sempre gestibili. Sono le canzoni. Sfuggenti, difficilmente domabili. Lo sono i dodici brani dell’album, immediati ma eterogenei. Dodici brani che, più che altro, sembrano essere poesie in musica. È il caso di “Lisa”, la storia di una ragazza che decide di non seguire la massa, ma di seguire se stessa, per realizzare i suoi sogni. Che diventa un invito a valorizzare il proprio tempo, assecondando  sempre i propri desideri, senza condizionamenti esterni e senza dubbi, per non dover stare “stravaccati a vedere il tempo passare”. Di “Inviti” che, tratta della fine di una storia d’amore. Di “Amore e psiche”, un invito a seguire la propria indole. Di “4 - 4 - 2”, un ricordo della scuola di una volta e della magia dell’infanzia. L’album è di stampo rock, folk. Ci sono tocchi di freak pop, in “Vita da Galileo”, di punk, in “Deserto”. “Camarade gagarine” tende alla musica da camera. C’è posto anche per una ballad, “Inviti”. 

“Creature selvagge “ è un’opera prima, ma che arriva da molto lontano, da anni ed anni di lavoro. È un lavoro maturo, e nasce da una band matura. Lastanzadigreta è composta da musicisti a 360°. Onnivori e divoratori di arte, come si definiscono. In grado di affrontare, con intelligenza e sensibilità, un argomento delicato come la violenza sulle donne (in “Foglia d’autunno”), illustrandolo in modo diretto, ma senza ricorrere a scene descrittive. Artisti capaci di trattare un tema attuale, come la scuola moderna (“4 – 4 - 2”), senza esprimere giudizi né muovere critiche, ma semplicemente fotografando la realtà, mettendo in campo l’immaginazione.

Liberi da ogni schema, mossi soltanto dal loro istinto. Che si lasciano stupire dalla musica e, di conseguenza, stupiscono. E si ispirano guardando il mondo sempre con la meraviglia di un bambino. Ma poi mettono in musica le loro ispirazioni con la maturità di chi la musica non solo la conosce bene, ma la ama profondamente. 
 

 

TRACKLIST

01. Creature Selvagge (03:30)
02. 4-4-2 (05:07)
03. Lisa (03:17)
04. Erri (04:04)
05. La fatina delle frottole (01:53)
06. Vita di Galileo (03:42)
07. Camarade Gagarine (04:48)
08. Preludio a deserto (03:43)
09. Inviti (02:54)
10. Deserto (02:40)
11. Foglia d'autunno (05:13)
12. Amore e psiche (04:41)
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